Cosa vedere a Berlino in tre giorni: grandi classici e perle nascoste

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La Sprea

Berlino è una città ricca di attrazioni, da quelle iconiche a quelle più sconosciute e bizzarre, da punti di riferimento storici a nuovi punti di interesse urbano e persino un museo interamente dedicato a Bud Spencer. Con una tale varietà di cose da fare e da vedere, avere a disposizione solo pochi giorni può porvi di fronte al dramma della scelta. Questa guida vi aiuterà a decidere cosa vedere a Berlino in tre giorni, per godervi un mix equilibrato di imperdibili classici e angoli nascosti.

Cosa vedere a Berlino in tre giorni: la guida del Mitte

Giorno 1, mattina. L’Isola dei Musei

Il primo giorno si può dedicare ai classici, a quelle attrazioni imperdibili che tutti dovrebbero vedere una volta nella vita. L’Isola dei Musei è il luogo giusto per cominciare: dal momento che è impossibile vedere tutti i musei di Berlino in tre giorni, tanto vale puntare sui più celebri. L’Isola dei Musei, inoltre, è degna di una visita di per sé: come un piccolo satellite culturale adagiato sulla Sprea, questo complesso concentra in pochi chilometri quadrati migliaia di opera d’arte, reperti archeologici e manufatti di importanza storica. L’intero ensemble è patrimonio dell’UNESCO e ospita cinque fra i più celebri musei della città.

Qui troverete l’Altes Museum (che ospita una collezione di arte classica e antica assemblata nel corso degli ultimi 350 anni), il Neues Museum (comprendente il museo egizio e quello di storia antica e preistoria), il Pergamon Museum (con la celeberrima Ara di Pergamo, la Porta di Ishtar e la Porta del Mercato di Mileto), il Bode Museum (che ospita una collezione di sculture, il museo d’arte bizantina e una delle più vaste collezioni numismatiche del mondo). Vale la pena investire nella “Berlin Welcome Card”, per poterli visitare tutti. Se il tempo lo permette, fermatevi per pranzo lungo le rive del fiume e godetevi il viavai di turisti e Berlinesi.


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Giorno 1, pomeriggio e sera. Alexanderplatz? No, Nikolaiviertel

Volete la verità? Alexanderplatz è sopravvalutata. La sua importanza storica è indubbia e sicuramente vale la pena di aggirarsi in questa zona se si segue un tour guidato che racconti la storia della DDR, ma la piazza di per sé non è che un vasto spiazzo di cemento circondato da negozi di grandi catene internazionali e ristoranti e caffè di qualità “turistica” – quindi scarsa. Vale la pena, potendo, di visitare la torre della televisione, per vedere Berlino da una prospettiva unica, ma una volta tornati con i piedi per terra non c’è molto da fare sulla piazza in sé.

Se vi guardate intorno, però, vedrete due guglie appuntite sbucare dai palazzi: camminate per cinque minuti in quella direzione e vi troverete a Nikolaiviertel, il luogo ideale per una passeggiata serale. Questo piccolissimo quartiere sorge su quello che è stato il primo “centro” dell’insediamento che poi è diventato Berlino. Ricostruito interamente dopo la seconda guerra mondiale, il quartiere è oggi sottoposto alla tutela dei beni culturali. Qui vale la pena di visitare la chiesa-museo di San Nicola, il più antico edificio religioso originale di Berlino, e di cenare in uno dei ristoranti di cucina tipica tedesca.

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Nikolaiviertel

Giorno 2, mattina. Gärten der Welt: un cuore verde nella periferia grigia

Questa è una proposta insolita per qualsiasi turista che abbia intenzione di passare a Berlino solo tre giorni. Se raccontate a un berlinese che, avendo appena un weekend da trascorrere nella capitale, avete scelto di passare una mattinata nel quartiere di Marzahn, probabilmente vi guarderà con la compassione che si riserva a chi ha alzato troppo il gomito ma evidentemente non regge l’alcol. Eppure ne vale la pena: nella più grigia e post-sovietica periferia di Berlino, fra colossali alveari di cemento che mostrano al mondo il lato più alienante dell’architettura socialista, è stato costruito uno dei parchi più belli d’Europa.

Qui sono stati ricreati i “Giardini del Mondo”, con l’aiuto di giardinieri e architetti del paesaggio provenienti da diversi Paesi. Perdetevi fra le orchidee del giardino balinese o nelle armonie cromatiche di quello giapponese, respirate il profumo degli agrumi nel giardino rinascimentale italiano e godetevi le geometrie e le fontane scroscianti di quello arabo. Vale la pena fermarsi per pranzo o almeno per un tè da sorbire, alla maniera tradizionale, nel giardino cinese.

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Il giardino cinese dei Gärten der Welt

Giorno 2, pomeriggio e sera. L’architettura socialista, quella bella

Ne avete avuto abbastanza di giardini e natura? Allora riprendete la linea U5 della metro e tornate ad Alexanderplatz. Ma come, non avevamo detto che era sopravvalutata? Lo è, infatti la piazza è il punto di partenza della vostra prossima tappa, non quello di arrivo. Guardatevi intorno, cercate un palazzone dall’aria diroccata sovrastato dalla scritta Allesandersplatz e con un’altra scritta, ancora più grande, verniciata in rosso sulla facciata: STOP WARS. Questo era il palazzo della Haus der Statistik (l’istituto di statistica), diventato spazio per l’arte e la cultura dopo la dismissione dell’ufficio originale. Vi trovate al numero uno della Karl-Marx-Allee, che unisce i quartieri di Mitte e Friedrichshain.

Rinominato nel 1961, quando perfino nella DDR il nome originario di Stalinallee sembrava ormai inappropriato, questo lunghissimo viale è un capolavoro di architettura urbana di stampo socialista: una prospettiva enorme, chilometrica, che permette di cogliere in un unico sguardo tante anime della città di Berlino. Gli edifici che la costeggiano, soprattutto nella parte più a est, variano nello stile dal classicismo socialista alla scuola prussiana di Schinkel. Qui si trovano alcuni storici luoghi di ritrovo, come il caffè Sybylle, oltre a una serie di ristoranti dai nomi come “Varsavia” o “Budapest”. Arrivati a Friedrichshain, esausti per la camminata, potrete liberamente naufragare in uno dei tanti bar, piccoli caffè e ristoranti della zona di Simon-Dach Straße, un centro piacevole e non eccessivamente frenetico del “passeggio” serale berlinese.


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Karl Marx Allee

Giorno 3, mattina. Il palazzo di Charlottenburg e il suo splendido parco

Come vogliamo classificare il palazzo di Charlottenburg? Un classico o una “perla” nascosta? Dipende. Il turista medio che vuole vedere tutti i monumenti fondamentali di Berlino in tre giorni, normalmente, non riesce a includere questa splendida residenza degli Hohenzollern nel proprio giro – principalmente perché si trova un po’ fuori mano rispetto alla galassia che gira intorno alla Porta di Brandeburgo, all’Isola dei Musei e ad Alexanderplatz.

Certo è che si tratta di una dimora principesca, circondata da uno splendido giardino – e vale la pena prendersi del tempo per visitare tanto gli interni quanto l’esterno. Se volete godervi un paio di vere “perle”, tuttavia, suggeriamo di visitare, all’interno del parco, il mausoleo della famiglia Hohenzollern e il piccolo padiglione, una depandance separata del palazzo, che contiene, fra le altre cose, otto dipinti del celebre pittore romantico Kaspar David Friedrich.


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Lo Schloss Charlottenburg

Giorno 3, pomeriggio e sera. Due passi a est

Se volete godervi Berlino da una prospettiva insolita, ma non volete andare via senza aver visto e toccato con mano il Muro, è ora di fare un salto a Oberbaumbrücke. Questo è senza dubbio uno dei ponti più belli e pittoreschi di Berlino – almeno a guardarlo da lontano: attraversarlo a piedi, specie sotto i portici, è tutta un’altra questione.

Oltre a costituire un ottimo sfondo per le vostre foto ricordo, tuttavia, questo ponte ha anche il pregio di trovarsi proprio all’inizio della celebre East Side Gallery, ovvero quel tratto di muro che è stato affidato alla creatività di artisti internazionali e decorato con alcuni dei murales più famosi del mondo, come quello del celebre “bacio socialista” fra tra Brezhnev e Honecker. Qui troverete anche il museo del Muro e, proprio dietro al Muro stesso, una moltitudine di caffè collocati sul lungo-fiume, perfetti per godervi un drink o un piatto leggero, considerando la possibilità di investire in un giro in battello sulla Sprea, per salutare Berlino dall’acqua.

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Un tratto di Muro – East-side Gallery

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