Infermiere di Monaco accusato di tentato omicidio: la storia è peggiore di quanto sembri

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infermiere di Monaco

Vi ricordate il caso dell’infermiere di Monaco accusato di tentato omicidio di cui vi avevamo parlato a febbraio? Era indagato perché sospettato di aver tentato di uccidere tre pazienti, ma le indagini stanno rivelando una verità ancora peggiore. Il quotidiano tedesco Berliner Kurier parla di “punta dell’iceberg” e rivela che a carico dell’uomo sarebbero emergendo purtroppo anche degli omicidi portati a termine.

Lo ha detto esplicitamente una portavoce della procura, che ha dichiarato all’agenzia di stampa tedesca dpa: “La procura non presume ora solo tre tentativi di omicidio, ma anche due omicidi completati“. Secondo la portavoce, inoltre, la procura starebbe indagando anche su altri casi sospetti e in questo senso “le indagini continuano”.


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L’infermiere di Monaco: avvelenava i pazienti per poi vantarsi di averli salvati

L’accusato di cui si parla, un infermiere geriatrico che al momento dell’arresto aveva 24 anni, era stato finora indagato per aver attentato alla vita di tre pazienti, di 54, 90 e 91 anni, somministrando loro farmaci nocivi e pericolosi. L’insana ragione del gesto era l’idea di intervenire in seguito, “salvando” le vittime e guadagnandosi in questo modo prestigio professionale e l’approvazione di colleghi e conoscenti.

Secondo le autorità, la cronologia delle chat dl giovane suggeriscono che questi volesse vantarsi raccontando di aver salvato delle vite umane. “Ovviamente, mettere a rischio la vita di una persona per poi emergere come una sorta di salvatore, è qualcosa che giudichiamo come un’infima motivazione” ha ribadito la portavoce della procura.

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L’ospedale Rechts der Isar di Monaco di Baviera. By Oliver Raupach – Own work, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=756988

I sospetti di un primario e l’arresto

L’infermiere era arrivato presso l’ospedale Rechts der Isar di Monaco di Baviera tramite un’agenzia di lavoro interinale, nel luglio del 2020. Era stato impiegato in un’unità di terapia intensiva, dove i pazienti necessitavano di assistenza 24 ore su 24. Per questa ragione la squadra investigativa che si occupa di questo caso si chiama proprio “Terapia intensiva”.

Dopo che le condizioni di due pazienti della struttura erano improvvisamente e inspiegabilmente peggiorate, un primario si era insospettito. Dopo un terzo caso, inoltre, e dopo che in tutte le circostanze risultava in servizio lo stesso infermiere, indagini interne avevano condotto al sospetto che questi avesse iniettato ai pazienti dosi eccessive di un farmaco che non doveva essere somministrato affatto. Tale farmaco era stato trovato nel sangue di tutte e tre le vittime. L’ospedale aveva a quel punto denunciato l’infermiere, che tuttavia, al momento dell’arresto, aveva negato ogni accusa.

Che altro si sa dell’infermiere indagato

Il Rechts der Isar di Monaco è il primo ospedale in cui abbia prestato servizio l’infermiere indagato, che viene dal Nord Reno-Westfalia. In precedenza, infatti, il giovane era stato impiegato prevalentemente in strutture di assistenza per anziani. Secondo la portavoce della procura, non aveva mai attirato in nessun modo l’attenzione prima, né in assoluto, né in relazione alle ipotesi di reato che sono a suo carico attualmente.

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Infermieri killer in Germania: una lunga storia

Commentando questo caso, la stampa tedesca ha ricordato anche altri casi, in cui in Germania i pazienti hanno trovato la morte per mano di infermieri omicidi.

Nel 2016, il tribunale regionale di Monaco ha condannato un’ostetrica dell’ospedale Großhadern a 15 anni di prigione per sette tentati omicidi avvenuti in sala parto. Secondo quanto riportato dalla sentenza, la donna aveva somministrato segretamente degli anticoagulanti alle pazienti, durante i parti cesarei. Solo un intervento chirurgico d’urgenza le aveva salvate da morte certa.


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Notissima è anche la storia dell’infermiere di terapia intensiva Niels Högel, divenuto famoso come “l’infermiere della morte” e condannato all’ergastolo nel 2019 per aver ucciso 85 persone. A questi pazienti Högel aveva somministrato farmaci non indicati per la stessa ragione che oggi si ipotizza in relazione all’infermiere di Monaco: occuparsi in seguito della rianimazione dei pazienti e brillare per il successo conseguito.

Nel 2020, inoltre, il tribunale di Monaco ha condannato all’ergastolo un altro infermiere per l’omicidio di tre pazienti, degli anziani a cui aveva iniettato overdosi di insulina.

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