La proposta di Armin Laschet: freno d’emergenza in tutto il Paese

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Olaf Kosinsky, CC BY-SA 3.0 DE , via Wikimedia Commons

La parola d’ordine su tutta la stampa tedesca, oggi, è Brückenlockdown, ovvero un lockdown-ponte: è questa la proposta di Armin Laschet, nuovo capo della CDU e presidente del Nord Reno-Westfalia. Laschet è a favore di una breve estensione e di un inasprimento generale del lockdown, allo scopo di permettere alla campagna vaccinale di progredire, mentre la Germania fa i conti con la terza ondata della pandemia.

Laschet ha anche chiesto di anticipare il prossimo vertice fra i presidenti dei Land e la cancelliera Angela Merkel, previsto per il 12 aprile – richiesta che, fino a questo momento, non sembra aver incontrato il favore né del governo federale né degli altri presidenti. Il sindaco di Berlino Michael Müller (SPD) è stato lapidario: la situazione attuale non presenterebbe elementi di novità tali da giustificare una riunione anticipata né le soluzioni proposte da Laschet presenterebbero un programma abbastanza solido e preciso da giustificarne la discussione.


lockdown a berlino

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La proposta di Laschet non prevede misure particolarmente rivoluzionarie, dal punto di vista delle restrizioni. Si tratterebbe, in sostanza, di applicare a tappeto quanto previsto all’interno del cosiddetto “freno di emergenza”, così come definito dall’ultimo vertice nel caso in cui l’incidenza a livello locale si fosse attestata stabilmente sopra i 100.

Fra le misure in questione ci sarebbero quindi il coprifuoco serale e notturno, un’intensificazione dei test, il prolungamento delle chiusure per tutto il settore della gastronomia e limitazioni dei contatti privati. Laschet ha inoltre richiamato l’attenzione sul fatto che una percentuale ancora troppo esigua della forza lavoro del Paese può operare in home office e che gli spostamenti per raggiungere il luogo di lavoro, così come la permanenza all’interno degli uffici sono fonti potenziali di contagio.

L’applicazione pratica del Brückenlockdown a livello nazionale, tuttavia, si presenta quantomeno complessa. Ci sono infatti elementi chiave, come l’istruzione, che sono demandati ai Land e che vengono gestiti in modo molto eterogeneo. A Berlino, per esempio, gli asili hanno ripreso a operare solo in modalità di Notbetreuung, ovvero solo per i bambini i cui genitori rientrano in determinate categorie professionali e sociali. Per contro, un test negativo permette di andare a fare shopping o di recarsi dal parrucchiere.


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Le critiche alla proposta di Armin Laschet

Non è stato solo Müller a bocciare l’idea del di Brückenlockdown di Laschet. Il presidente della Turingia Bodo Ramelow (Die Linke), per esempio, ha definito inutile un eventuale vertice senza che ci sia un’intenzione manifesta di applicare a livello nazionale regole precise. Anche Janine Wissler (Die Linke) ha accusato Laschet di mancare di concretezza. Marco Buschmann (FDP) si è detto invece del tutto contrario alla sospensione dei progetti messi in atto dai singoli Land, poiché proprio da questi singoli programmi regionali sarebbe possibile acquisire informazioni di vitale importanza sulla rispettiva efficacia delle diverse misure.

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