Reddito di cittadinanza in Germania: raggiunto il compromesso

Manuela Schwesig (SPD), presidente del comitato e ministra-presidentessa del Meclemburgo-Pomerania anteriore. Bobo11, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons

Via libera, in Germania, al reddito di cittadinanza che andrà a sostituire il sussidio Hartz IV. Il comitato di mediazione convocato dopo che il provvedimento era stato bloccato al Bundesrat dall’Unione è riuscito a trovare un compromesso accettabile per tutte le parti politiche, aprendo così ufficialmente la strada a una delle riforme del welfare tedesco più importanti e discusse degli ultimi tempi e definita dal ministro del lavoro Hubertus Heil (SPD) “la più grande riforma sociale degli ultimi vent’anni”. Il primo gennaio 2023, quindi, segnerà l’abbandono definitivo dell’Hartz IV, a favore del nuovo reddito.

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Hubertus Heil. SPD in Niedersachsen, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons

La presidente del comitato, ovvero la ministra-presidentessa del Meclemburgo-Pomerania anteriore Manuela Schwesig (SPD), ha confermato che i punti essenziali della riforma rimarranno intatti. Entrambe le parti, dopo la mediazione, appaiono soddisfatte del risultato raggiunto. Da un lato, aliquote più alte e limiti più larghi per le franchigie di reddito che potranno accedere alle prestazioni sociali, dall’altro incentivi al lavoro che aiutino a mettere in contatto le imprese con coloro che sono alla ricerca di un impiego.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa DPA, il compromesso è stato approvato all’unanimità dalle parti coinvolte. Solo Die Linke ha criticato l’accordo raggiunto: la deputata Gesine Lötzsch ha infatti commentato “hanno cambiato nome all’Hartz IV” e ha accusato l’Unione di aver peggiorato ulteriormente una riforma già di base inadeguata.


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Per il leader della CDU Friedrich Merz, invece, quello raggiunto sarebbe un “compromesso accettabile” e per vice leader dell’FDP Johannes Vogel si tratterebbe di “un sostegno al reddito di base più moderno e più equo”.

Friedrich Merz
Il neo-eletto leader della CDU Friedrich Merz durante la conferenza stampa del 17 dicembre 2021 a Berlino. Photo credits: EPA-EFE/FILIP SINGER / POOL

Cosa cambia nel nuovo reddito di cittadinanza

Rispetto all’Hartz IV, la tariffa standard per un adulto con il nuovo reddito di cittadinanza aumenterà di circa 50 euro al mese. In futuro, si legge nella riforma, i centri per l’impiego dovranno dare priorità al miglioramento delle opportunità di reinserimento professionale dei disoccupati, promuovendo la formazione continua e la riqualificazione. Inoltre, il periodo di attesa iniziale, durante il quale sono tutelati i risparmi fino a 40.000 Euro (ovvero, chi non ha un reddito può accedere alle prestazioni anche se ha del denaro da parte), sarà fissato a un anno. Inoltre, sono stati stabiliti limiti più ampi rispetto ai redditi aggiuntivi che il beneficiario può percepire senza perdere il sussidio. I tirocinanti e gli studenti che fanno parte di famiglie che percepiscono il reddito di cittadinanza potranno trattenere una quota maggiore dei propri guadagni rispetto a quanto non fosse concesso dal sistema Hartz IV.

Il prossimo passo: nuovo voto sulla riforma

Dopo la conclusione del lavoro di mediazione, entrambe le camere del Parlamento tedesco dovranno votare nuovamente la legge nella sua versione emendata in seguito al compromesso. Il voto è previsto per questo venerdì e si prevede che il nuovo reddito di cittadinanza passi senza ulteriori ostacoli e possa entrare in vigore a partire dal nuovo anno.

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