Scandalo nella CDU: Max Otte candidato da AfD alla Presidenza della Repubblica

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Max Otte, CC BY-SA 3.0 DE , via Wikimedia Commons

L’Italia non è l’unico Paese nel quale le candidature alla Presidenza della Repubblica, in questo periodo, hanno fatto discutere. Anche in Germania, al momento, si discute di un possibile nuovo mandato dell’attuale presidente Frank-Walter Steinmeier (SPD) o di un suo possibile successore. Ad accendere il dibattito, oggi, è soprattutto il nome presentato da AfD. Il partito di estrema destra ha infatti proposto il deputato Max Otte, il quale ha accettato volentieri la candidatura. A creare scandalo in tutto l’arco costituzionale tedesco, però, è il fatto che Otte sia un membro della CDU e attuale presidente della WerteUnion (Unione dei Valori), associazione ultra-conservatrice vicina ai partiti dell’Unione (ovvero CDU e CSU), ma considerata controversa per le sue posizioni notoriamente meno critiche verso AfD di quanto non lo siano i due partiti ufficiali.

Non solo Max Otte ha accettato con entusiasmo la candidatura a presidente della repubblica da parte di AfD, ma si è anche dichiarato onorato di essere stato scelto e ha sostenuto di considerare AfD come un partito pienamente in linea con i valori della Costituzione tedesca.

Max Otte: “espellermi dalla CDU sarebbe incomprensibile e antidemocratico”

Questa insolita candidatura transpartitica si verifica a poche settimane dalle dichiarazioni del neo-eletto leader della CDU Friedrich Merz, il quale aveva affermato che qualsiasi collaborazione fra Unione e AfD era da escludersi e che chiunque l’avesse anche solo suggerita sarebbe stato espulso dal partito. In effetti, in questo momento la CDU sta valutando una procedura di espulsione per Max Otte, il quale però ha dichiarato che troverebbe tale misura “incomprensibile e incompatibile con i principi democratici” e si è definito “un membro della CDU a prova di bomba”.


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Nonostante queste dichiarazioni di fedeltà al partito, tuttavia, le simpatie di Otte per AfD non sono un segreto: nel 2017, per esempio, aveva dichiarato a Wirtschaftswoche che avrebbe votato per AfD alle elezioni del Bundestag. Inoltre, fino al gennaio dell’anno scorso, Otte è stato presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Desiderius Erasmus, affiliata all’AfD.

Maaßen si dimette dalla WerteUnion per protesta

La prima reazione è arrivata dall’ex capo dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione Hans-Georg Maaßen, il quale si è dimesso dalla WerteUnion definendo la nomina di Otte “inaccettabile”. Pur essendo stato spesso accusato di posizioni di estrema destra (l’attuale ministro della sanità Karl Lauterbach gli ha anche apertamente dato del nazista) e pur avendo sostenuto l’elezione del primo ministro della Turingia con i voti di AfD, Maaßen ha definito l’accettazione della candidatura da parte di Otte “un tradimento verso i membri della WerteUnion”.


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Ora la dirigenza della CDU chiede senza mezzi termini l’espulsione di Otte dal partito e il nuovo segretario generale Mario Czaja, che però non si è ancora insediato, ha annunciato che il comitato esecutivo federale si sarebbe riunito per discutere di questo tema. La decisione in merito sembra scontata, dal momento che tutte le figure di spicco dell’Unione sono concordi. “Una candidatura per un altro partito, specialmente in per l’AfD, sarebbe assolutamente fuori questione […] sarebbe un comportamento dannoso per il partito e dovrebbe portare a un’espulsione”, ha dichiarato martedì il segretario del gruppo parlamentare CDU/CSU al Bundestag, Thorsten Frei. Dello stesso avviso il ministro presidente del Nord Reno-Westfalia Hendrik Wüst (CDU) e il leader del gruppo statale della CSU Alexander Dobrindt.

Va detto che la nomina di Otte è da considerarsi puramente simbolica, dal momento che AfD dispone solo di 152 dei 1472 seggi dell’Assemblea Federale che parteciperà al voto. Qualsiasi candidato sostenuto dal partito di estrema destra, quindi, avrebbe scarsissime possibilità di scalzare Steinmeier, la cui candidatura è sostenuta dall’Unione, dall’SPD, dai Verdi e dall’FDP.

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