Giornata mondiale della lotta all’HIV/AIDS: in Germania calano i contagi

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lotta all'HIV

“Il mio problema è lo stress per gli esami, non l’HIV”. “Il mio problema sono i treni in ritardo, non l’HIV”. Queste sono due delle frasi che si leggono in una campagna contro lo stigma che ancora colpisce le persone sieropositive, sul sito tedesco dedicato alla giornata mondiale della lotta all’HIV/AIDS, che ricorre oggi, primo dicembre. La campagna, ovviamente, non è volta a sminuire l’importanza della prevenzione o gli effetti della malattia, ma piuttosto comunicare che la vita di una persona sieropositiva è molto diversa da come la maggior parte delle persone sieronegative la immagina. E, fra l’altro, che la persona che vive con l’HIV o in AIDS non è uno stereotipo, ma può avere qualsiasi volto, appartenere a qualsiasi genere, svolgere qualsiasi professione e avere qualsiasi età. Oggi, primo dicembre 2021, nel pieno della quarta ondata di una pandemia che ha cambiato radicalmente il nostro modo di vivere, assume un particolare significato la scelta di celebrare la giornata mondiale della lotta all’HIV/AIDS parlando del tanto che è stato fatto e del tanto che c’è ancora da fare.

Lotta all’HIV/AIDS in Germania: il numero dei contagi è in calo

Secondo il Robert Koch Institut, il numero di nuove infezioni da HIV in Germania è sceso nel 2020, probabilmente sia a causa di una riduzione dei contatti sessuali in generale (legata alla riduzione di tutti i contatti umani durante il lockdown) che a una maggior diffusione della profilassi, specialmente della profilassi pre-esposizione (la cosiddetta PrEP), ovvero farmaci che le persone sieronegative possono prendere per proteggersi dall’infezione. Nonostante questo, l’OMS invita a non abbassare la guardia, facendo appello a tutti i responsabili politici perché si occupino delle diseguaglianze che ancora inaspriscono questa particolare crisi, facendo in modo che tutte le persone che ne hanno bisogno possano accedere ai servizi essenziali di cura e assistenza.


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In Germania, nel 2020, i nuovi contagi – o, meglio, le nuove diagnosi – sono stati circa 2000, ovvero 300 in meno del 2019. Il totale delle persone attualmente infette è di circa 91.400 e si stima che possano essere circa 9500 le persone infette che non hanno ancora ricevuto una diagnosi e non sono consapevoli di essere sieropositive. Le diagnosi, infatti, arrivano spesso molto tempo dopo l’infezione, anche anni, specialmente nel caso delle categorie che si sottopongono meno di frequente al test. Anche per questo, avverte il RKI, i numeri dell’infezione sono necessariamente proiezioni ottenute anche con l’utilizzo di modelli matematici.

Terapie che funzionano e campagne di informazione: le nostre armi contro l’HIV

L’UNAIDS (l’ufficio delle Nazioni Unite che si occupa specificamente di questo tema), ha stabilito da dieci anni a questa parte un programma congiunto con obiettivi precisi nella lotta all’AIDS, dal criptico titolo “90-90-90”. Tutti gli obiettivi di questo programma sono stati raggiunti dalla Germania e possono essere sintetizzati così: la percentuale di infezioni da HIV trattate con la terapia antiretrovirale è superiore al 90% e nel 96% dei casi il trattamento ha avuto successo. Nel 2020, per la prima volta, circa il 90% delle persone infette da HIV in Germania ha ricevuto una diagnosi.

Michael Müller: importante celebrare i progressi della medicina e non abbassare la guardia

“La lotta contro l’HIV e l’AIDS è rimasta una sfida globale fino ad oggi – e la pandemia di Covid ha reso questa lotta ancora più difficile” ha dichiarato il sindaco di Berlino Michael Müller (SPD: la nuova giunta non si è ancora formalmente insediata). Anche se, grazie all’evoluzione della società e ai progressi della medicina questa malattia non è più un tabù, il virus non si può ancora considerare sconfitto e non esiste ancora una vera e propria cura per l’AIDS. Perciò Berlino, come tutta la Germania, deve continuare a impegnarsi in campagne di prevenzione e informazione, nel sostegno alle persone contagiate e nella lotta senza quartiere alla discriminazione e all’esclusione.

Nel 2016, Berlino è stata la prima città tedesca ad aderire alla Fast Track Cities Initiative, che ha l’ambizioso scopo di porre fine all’epidemia di AIDS nelle regioni metropolitane del mondo entro il 2030. Inoltre, il 2 dicembre, il senatore delle finanze Dr Matthias Kollatz firmerà a nome del Senato la dichiarazione “#positivarbeiten – Respekt und Selbstverständlichkeit: Für einen diskriminierungsfreien Umgang mit HIV-positiven Menschen im Arbeitsleben” (“#lavoropositivo – Rispetto e autostima: per un approccio non discriminatorio nei confronti delle persone sieropositive nella vita lavorativa). Con questo documento, Berlino si impegna a garantire la non discriminazione dei dipendenti sieropositivi nel settore pubblico.

Se vuoi saperne di più, ti invitiamo a consultare queste fonti in italiano:
LILA – Lega Italiana Lotta all’AIDS
ANLAIDS

E questi siti in tedesco:
WELT AIDS TAG
BERLIN AIDSHILFE (disponibile anche in italiano)

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