Auf Wiedersehen, Angela Merkel! Ieri, la cerimonia d’addio della cancelliera

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La cerimonia di addio di Angela Merkel. 2 dicembre 2021. Credits: EPA-EFE/FILIP SINGER

Ieri sera Angela Merkel ha dato il suo addio alla politica durante il Großer Zapfenstreich, solenne cerimoniale per le alte cariche dello stato e risalente al XVI secolo.

Presenti molte personalità della politica tedesca

Nel cortile del Bendlerblock, a Berlino, seduta su un podio rosso e in cappotto e guanti neri, la cancelliera che ha guidato la Germania per 16 anni ha seguito la cerimonia tra la ministra della difesa Annegret Kramp-Karrenbauer e il generale Eberhard Zorn, Ispettore Generale della Bundeswehr e il militare di più alto rango delle forze armate tedesche.

A causa della pandemia e dell’aumento dell’incidenza a Berlino, erano presenti meno ospiti del solito, ma comunque molti esponenti di spicco della politica tedesca e del governo. Tra i partecipanti, anche il presidente federale Frank-Walter Steinmeier e il futuro cancelliere designato Olaf Scholz.


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I brani scelti da Angela Merkel ed eseguiti dalla banda musicale delle forze armate

Durante l’esecuzione di “Hai dimenticato la pellicola a colori” di Nina Hagen, suonata dagli ottoni della Bundeswehr, la bocca della cancelliera ha accennato un sorriso. Il brano ricorda ad Angela Merkel, come espressamente da lei dichiarato alla stampa, la sua giovinezza nella Germania socialista, di cui la canzone di Hagen è stata considerata peraltro una critica velata.
La banda ha è eseguito anche “Per me devono piovere rose rosse” di Hildegard Knef, e l’inno “Grande Dio, ti lodiamo“. Merkel è figlia di un pastore protestante e ha sempre parlato della sua fede cristiana come di una bussola morale, non stupisce dunque che la lista del brani abbia incluso anche un riferimento religioso.

Mentre la banda suonava, la cancelliera, a volte, ha lievemente accompagnato il tempo con la testa, ma sempre con moderazione. Sembrava avesse gli occhi umidi, ma poteva benissimo essere il freddo. Contenuta e dal contegno asciutto, come sempre, Merkel ha presenziato alla sua cerimonia d’addio come ha vissuto la vita politica, con silenziosa e inesorabile determinazione. La sua personalità può essere riassunta dalla frase del giornalista politico di RTL Nikolaus Blome, che ha commentato l’evento dicendo: “Non ho visto nessuna lacrima. Ma penso che sia davvero commossa”.


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Il discorso d’addio di Angela Merkel: “Gratitudine e umiltà”

Prima che la cerimonia del suo congedo iniziasse, la donna che per 16 anni è stata al timone della Germania ha fatto un breve discorso d’addio alla politica.

“Davanti a voi, oggi, provo soprattutto gratitudine e umiltà. Umiltà davanti all’ufficio, gratitudine per la fiducia. La fiducia, ne sono sempre stato consapevole, è il bene più importante in politica” ha dichiarato. Merkel ha inoltre ringraziato tutti, in primis i cittadini tedeschi e quindi il ministro della difesa, Annegret Kramp-Karrenbauer, i suoi più stretti collaboratori, i suoi compagni politici, in patria e all’estero e la sua famiglia.

Un pensiero per chi salva vite

Merkel ha inoltre rivolto un pensiero speciale alle persone che sono in prima linea durante questa pandemia di Coronavirus e che in queste ore stanno “lottando per salvare vite“. Soprattutto considerando cil fatto che, attualmente, gli ospedali tedeschi vivano un gravissimo problema di saturazione delle strutture.

Guardando indietro, a quelli che sono stati i lunghi anni del suo mandato, Merkel li ha invece definiti “Movimentati e impegnativi“, in grado di metterla alla prova, politicamente e come persona, ma anche, sempre, totalmente appaganti.

La democrazia deve trovare un limite di fronte all’odio

Interessante è stato il passaggio del discorso in cui la cancelliera ha di fatto espresso un concetto abbastanza affine a quello del cosiddetto paradosso della tolleranza di Karl Popper. Ha infatti asserito che “Ovunque si neghi la conoscenza scientifica, si diffondano teorie di cospirazione e agitazione, bisogna dare voce all’opposizione”, ma precisando anche che “la nostra democrazia prospera anche sul fatto che laddove l’odio e la violenza sono considerati un mezzo legittimo per affermare i propri interessi, la nostra tolleranza di democratici deve trovare un limite”.

Angela Merkel ha quindi augurato al suo successore Olaf Scholz “tutto il meglio”, esortandolo a “mettersi al lavoro con l’allegria nel cuore”, come lei stessa ha sempre fatto. Si è allontanata poi in macchina, con una rosa rossa tra le mani, insieme a suo marito, Joachim Sauer.

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