Uccise 4 persone con l’auto a causa di un attacco epilettico. Inizia il processo per omicidio

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attacco epilettico

È iniziato a Berlino il processo per omicidio a Michael M., l’uomo che il 6 settembre del 2019, a bordo del suo SUV, si è schiantato a tutta velocità contro i pedoni fermi a un semaforo sulla Invalidenstraße, nel quartiere di Mitte. A causare l’incidente è stato un attacco epilettico e il conducente non avrebbe dovuto trovarsi alla guida di un veicolo: i medici glielo avevano espressamente proibito proprio a causa di questi episodi.

Gli avevano vietato di guidare per un anno

Il primo attacco epilettico Michael M. lo ha avuto di notte, nel maggio del 2019. Ad accorgersene, in quell’occasione, è stata sua moglie, che lo ha portato in ospedale, dove i medici gli hanno ordinato di non mettersi alla guida per almeno tre mesi. Già all’epoca, M. tornò al volante dopo circa quattro settimane. Dagli esami emerse un tumore al cervello, per il quale M. fu operato ad agosto dello stesso anno. Dopo l’intervento, il neurologo gli disse che avrebbe potuto rimettersi alla guida se per un anno non avesse avuto crisi epilettiche. Al processo, l’uomo ha dichiarato di aver interpretato le parole del medico “come un consiglio, non come un ordine”, e di aver quindi ripreso la macchina solo dieci giorni dopo, per portare in pizzeria sua madre e sua figlia. La sua intenzione, ha dichiarato, era quella di guidare solo per brevi tratti, poiché pensava di avere il controllo su eventuali attacchi e che comunque la rimozione del tumore avesse fatto venire meno le cause dell’epilessia.


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La madre, in auto, non sapeva che il figlio fosse in preda a un attacco epilettico

La madre di M., che era con lui in macchina, non era stata informata degli attacchi precedenti e, ha dichiarato in tribunale, sulle prime ha pensato che il figlio stesse avendo un infarto, poiché ha girato la testa di scatto da un lato e ha iniziato a fare strani rumori. Poi la sua gamba destra si è irrigidita e ha premuto l’acceleratore a tavoletta, così che il SUV è partito, invadendo la corsia opposta e schiantandosi e oltre 100 chilometri all’ora contro un gruppo di persone ferme al semaforo. La donna ha cercato invano di spegnere il motore e di staccare la gamba del figlio dal pedale. Sono morti un bambino di tre anni, sua nonna di 64 anni e due uomini di 28 e 29 anni. Gli occupanti dell’auto sono rimasti quasi completamente illesi.

Al processo potrebbe testimoniare anche la moglie di Michael M., che solo pochi giorni prima aveva inviato un messaggio al medico curante del marito, per comunicare uno stato di irrequietezza dell’uomo. Non è ancora chiaro se la donna abbia intenzione di testimoniare o meno. Suo marito, intanto, deve rispondere di quattro accuse di omicidio colposo e di guida pericolosa.

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