Coronavirus in Germania: arrivano i test rapidi? Spahn riferisce oggi al Bundestag

0
876
test rapidi

Il ministro della salute Jens Spahn (CDU) è da mesi oggetto di forti critiche per la gestione della pandemia di Coronavirus in Germania. L’incidenza del contagio fluttua da settimane, abbassandosi per poi tornare a salire, la campagna vaccinale procede con estrema lentezza e il lockdown sta mettendo a dura prova tutte le attività commerciali e produttive. La soluzione, secondo molti, sarebbero i test rapidi gratuiti: a questo proposito si guarda all’Austria, che li ha usati come chiave di volta di una strategia di riapertura. Sono in molti, in Germania, a voler seguire questo esempio.


Leggi anche:
Germania in lockdown fino al 7 marzo, parrucchieri aperti dal primo

 


Il primo ministro bavarese Markus Söder (CSU), in una dichiarazione al quotidiano tedesco Bild, ha criticato i tempi di approvazione eccessivamente lunghi e ha auspicato una soluzione entro la prossima settimana.

Oggi il ministro Spahn riferirà al Bundestag in merito alla possibilità, da lui precedentemente annunciata di offrire test rapidi gratuiti a tutti i cittadini a partire dal primo marzo. A effettuare i test, secondo le dichiarazioni originali di Spahn, avrebbero dovuto essere operatori sanitari nei centri di test già esistenti, oltre che negli ambulatori e nelle farmacie. Queste misure saranno oggetto di discussione nel vertice fra il governo federale e i Land previsto per il 3 marzo, vertice che dovrà determinare l’allentamento o la prosecuzione del lockdown.

L’FDP chiede di rifarsi al modello austriaco, per ottenere un graduale rilassamento delle restrizioni. Una mozione in questo senso sarà presentata al Bundestag in settimana.


Leggi anche:
Berlino: gli under 65 non potranno più scegliere il vaccino. Per loro solo Astrazeneca.

 


La recente riapertura delle scuole e degli asili ha portato inoltre il governo a decidere di modificare l’ordinanza sulle vaccinazioni, inserendo i dipendenti degli asili nido e delle scuole elementari nelle liste prioritarie, dal momento che la natura stessa del loro lavoro rende difficile il mantenimento delle distanze di sicurezza. Centinaia di migliaia di dosi del vaccino Astrazeneca, che finora sono rimaste inutilizzate, saranno probabilmente utilizzate per queste vaccinazioni.

Secondo il Ministero della Salute, più di 1,4 milioni di dosi di questo particolare vaccino sarebbero state consegnate fino a questo momento in Germania – ma secondo il Robert Koch Institut, solo 212.000 sono state effettivamente somministrate.

Fonte: ©dpa

facebook
Twitter
Pinterest