Berlino senza auto? Una proposta di legge la vorrebbe così dal 2027

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Berlino senza auto

Un progetto di legge vorrebbe Berlino senza auto all’interno del Ring e propone un referendum per trasformare la città in un’unica grande zona a traffico limitato. In molti hanno trovato l’idea scioccante, ma non si tratta affatto di una proposta nuova. Il dibattito sulla mobilità urbana va avanti da anni in tutte le grandi città. In alcune metropoli, come Londra, si è cercato di ridurre il numero di auto nelle zone centrali introducendo una sorta di ZTL a pedaggio. In altre si è puntato sul trasporto pubblico e sulla mobilità elettrica, per ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria.


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Berlino, per chi ci viene dalle grandi città italiane, può apparire come una città che riesce a gestire abbastanza bene il traffico, grazie a una rete di trasporti pubblici capillare e mediamente efficiente e alla passione smodata dei berlinesi per le biciclette. Sono in molti, tuttavia, a non vederla in questo modo.

Per questo già un anno fa è stata presentata, da “Volksentscheid Berlin autofrei” (“Referendum per una Berlino senza auto”), un comitato composto da un centinaio di persone, una legge di iniziativa popolare che mira a una Berlino senza auto, secondo un modello che ricorda in qualche modo quello londinese, ma con aspetti di maggiore rigidità.

Come funzionerebbe la Berlino senza auto?

Il progetto di legge, che può essere letto integralmente in pdf qui, è strutturato intorno al principio che la strada debba essere utilizzata prima di tutto per il “benessere pubblico” e riservata a pedoni, ciclisti e mezzi pubblici, e che le automobili debbano essere usate solo in caso di “necessità”, come il trasporto di merci pesanti o la partenza per escursioni o vacanze. Nello specifico, secondo la proposta presentata, i berlinesi dovrebbero richiedere un permesso speciale per guidare all’interno del Ringbahn e potrebbero farlo solo dodici volte l’anno, che scenderebbero a sei dopo i primi dieci anni di efficacia della legge.

Le inevitabili eccezioni riguarderebbero le persone con mobilità limitata, per alcune categorie professionali di artigiani e per chi deve muoversi per esigenze lavorative di notte, quando sono disponibili meno corse dei mezzi pubblici, oppure nelle circostanze in cui “senza l’uso di un veicolo a motore, le esigenze specifiche di protezione e sicurezza di una persona colpita da discriminazione non possano essere soddisfatte negli spazi pubblici […]”


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All’interno del testo si specifica anche che i servizi di taxi rientrano nella definizione di trasporto pubblico, che tengono conto delle esigenze di mobilità specifiche occasionali e che, dal momento che il loro operato è già regolato per legge, non c’è da temere che si moltiplichino eccessivamente vanificando l’intento stesso della legge.

Secondo quanto indicato nelle 48 pagine del testo, anche i piccoli veicoli elettrici a motore sarebbero ammessi all’interno del Ring, ma non vi sarebbero eccezioni per le auto elettriche che, pur provocando meno emissioni, generano particolato tramite l’abrasione delle gomme e possono causare incidenti e sarebbero quindi dannose per la salute pubblica.

Dal progetto di legge al referendum: 20.000 firme e 610.000 voti

Il progetto di legge sulla “Berlino senza auto” è stato presentato dai promotori al Senato di Berlino, che nei prossimi due mesi dovrà stimare i costi di una possibile implementazione. Una volta completata questa fase, il comitato che ha presentato la proposta potrà iniziare a raccogliere le 20.000 firme necessarie per richiedere un referendum entro giugno. Se il referendum si tenesse, sarebbero necessari oltre 610.000 voti favorevoli per trasformare in legge la proposta. Se tutto andasse esattamente secondo i piani dei promotori del progetto, senza intoppi né ritardi, si potrebbe sottoporre al voto la nuova legge nel 2023 e applicarla a partire dal 2027. Se così fosse, Berlino diventerebbe la più grande zona a traffico limitato del mondo.

Naturalmente, in periodo di campagna elettorale, il tema della mobilità e della qualità della vita nella capitale tedesca non può mancare nel programma di nessun partito. Non sorprende, quindi, che siano stati i Verdi i primi a rispondere positivamente all’idea di una Berlino senza auto e ad allinearsi con i principi del testo, pur non facendolo interamente proprio. La strategia dei Verdi all’interno della coalizione in materia di emissioni, al momento, punta infatti alla neutralità. Il piano della Senatrice all’Ambiente e ai Trasporti Regine Günther è quello di arrivare entro il 2035 a non generare più CO2 di quanta se ne possa assorbire con appositi programmi di offsetting (ovvero iniziative ecologiche che puntano a controbilanciare le emissioni dannose).

Stephan Röhl for Heinrich Böll Stiftung, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons

Le obiezioni

Fra gli scettici l’obiezione più frequente è che i berlinesi difficilmente scelgano di sottomettersi a una restrizione così estrema dei propri diritti fondamentali. Si profilano inoltre possibili contrasti fra la giurisdizione della città-stato e quella del governo federale, che ha il controllo anche su alcune strade all’interno della cerchia urbana. All’interno della coalizione che attualmente amministra la città di Berlino si auspicano soluzioni più graduali, mirate all’incremento della mobilità elettrica e al miglioramento dei servizi, piuttosto che all’imposizione di divieti ai privati cittadini.