Berlino, muore in ospedale tre settimane dopo controversa operazione di polizia

operazione di polizia

È morto in ospedale l’uomo di 64 anni che, tre settimane fa, era crollato in preda a un collasso durante un’operazione di polizia, a Berlino.

In un comunicato stampa, il centro di consulenza per le vittime ReachOut ha parlato di razzismo e di un contegno “brutale” da parte delle forze dell’ordine.


polizia di Berlino

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Secondo la polizia, il 64enne, che risiedeva in una struttura per persone con un disagio psichiatrico, necessitava di un ricovero in ospedale, disposto dal tribunale. Alla vista degli agenti, l’uomo aveva opposto una “forte resistenza” ed era stato ammanettato. Aveva quindi avuto un collasso in presenza degli operatori di soccorso e del suo supervisore ed era dunque stato portato alla Charité. Dove è deceduto a tre settimane dall’arresto.

Con un comunicato, il centro di consulenza per le vittime ReachOut accusa direttamente la polizia di aver causato la morte dell’uomo, usando una “forza brutale e massiccia” durante l’operazione. Il comunicato accusa  le forze dell’ordine anche di razzismo nei confronti dell’uomo, che era nero.

Secondo ReachOut, gli agenti di polizia avrebbero immobilizzato il 64enne a terra e un agente gli avrebbe premuto un ginocchio sul collo. L’uomo avrebbe inoltre sanguinato. Alla fine avrebbe smesso di respirare e sarebbe stato sottoposto a una rianimazione durata più di 20 minuti. Sarebbe quindi entrato in coma.

Intanto è stata disposta l’autopsia per accertare le cause della morte, mentre la polizia sta indagando sugli agenti coinvolti nell’operazione.

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