SPD contro i Verdi tedeschi: “sono un partito di ricchi e ignorano la classe media”

Raed Saleh spd
Raed Saleh, SPD. Foto: EPA/CLEMENS BILAN

La crisi attuale, quella energetica ed economica, legata all’aumento verticale dei prezzi come diretta conseguenza dell’attuale situazione geopolitica, si sta riverberando nei rapporti di coalizione nel governo tedesco. D’altra parte è ovvio che, in un momento come questo, le differenze fra i partiti emergano con maggiore chiarezza che in qualsiasi altra situazione: se non ci sono risorse per tutti, le scelte dello Stato in materia di sussidi e aiuti riflettono, di fatto, la scelta politica di far pagare la crisi a certi gruppi e categorie piuttosto che ad altri. Ed è proprio su questa scelta che si creano gli scontri. Nella fattispecie, questa settimana gli attacchi partono dall’SPD all’indirizzo dei Verdi tedeschi, definiti “il partito di quelli che guadagnano bene” e accusati di ignorare completamente le difficoltà della classe media.

SPD e Verdi si trovano a governare insieme tanto a livello federale quanto nel Senato di Berlino – che è una Cttà-Stato e quindi un Land a sé – e la vecchia disputa sulle rispettive idee di stato sociale si è riaccesa in entrambi i contesti, alimentata dal combustibile dell’inflazione.

Jörg Stroedter sui Verdi tedeschi: “hanno sbagliato a sostenere l’embargo contro la Russia”

Il capogruppo della SPD di Berlino Jörg Stroedter, per esempio, condanna decisamente i Verdi tedeschi per il loro entusiastico appoggio alle sanzioni contro la Russia. Se da un lato è giusto aiutare economicamente e militarmente l’Ucraina e condannare l’aggressione russa, sostiene Stroedter, l’embargo occidentale ha danneggiato i consumatori senza avere alcun effetto sul Paese che intendeva penalizzare. La Russia, infatti, trae enormi profitti dalla vendita di gas e petrolio ad altri partner. La colpa dei Verdi, in questo scenario, sarebbe, secondo il politico dell’SPD, il fatto di aver cercato di sfruttare la crisi per incentivare l’abbandono dei combustibili fossili e il passaggio alle energie rinnovabili, ignorando le gravi conseguenze economiche di un’azione così repentina. La prossima bolletta, sostiene Stroedter, sarà “un brusco risveglio” per i tedeschi. Proprio in ragione di questo quadro potenzialmente catastrofico, gli aiuti dello Stato dovrebbero raggiungere più persone possibile, senza dimenticare la classe media.


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Raed Saleh su Habeck: “vuole far pagare ai consumatori i suoi fallimenti politici”

Simili critiche sono state mosse ai Verdi tedeschi anche dal capogruppo dell’SPD berlinese Raes Saleh, il quale ha accusato il ministro dell’economia Robert Habeck di voler “scaricare sui consumatori i costi dei suoi fallimenti nella politica energetica”. Il riferimento è a una recente dichiarazione di Habeck, che ha generato aspre controversie. Il ministro ha infatti ipotizzato di non dare priorità alle forniture domestiche in caso di carenza di gas, per “salvaguardare l’industria e i posti di lavoro”. Questo vorrebbe dire, afferma Saleh, far pagare ai privati cittadini costi energetici esorbitanti, fino al 500% più alti rispetto a quelli attuali. Tali costi, sostiene, dovrebbero essere invece ammortizzati quanto più possibile dal governo federale.

SPD vs Verdi e Die Linke: lo Stato deve aiutare tutti o solo i più bisognosi?

D’altra parte, fa notare Saleh, l’aumento dei prezzi fra il 2021 e il 2023 risulterà anche in un aumento degli introiti per il governo: circa 50 miliardi di gettito aggiuntivo derivati solo dall’IVA sui prezzi in crescita. Un miliardo di Euro, invece, è la cifra che Saleh ha proposto per il fondo che il Senato di Berlino ha recentemente approvato per attutire l’aumento dei costi energetici. Il fondo è attualmente fissato a 380 milioni di Euro.

A Berlino, questo lo porta a essere in disaccordo anche con la Senatrice per l’Ambiente e la Protezione dei Consumatori Bettina Jarasch (Die Linke), che sostiene che lo Stato debba occuparsi di tutelare prima e soprattutto le fasce più deboli della popolazione, dal momento che non è possibile aiutare tutti e che promettere sussidi “a pioggia” per fare in modo che i consumatori non avvertano nessun cambiamento sarebbe disonesto. Proprio questo divide l’SPD da Die Linke e soprattutto dai Verdi: “sono il partito di chi guadagna meglio”, dice Stroedter e pensano che basti sostenere solo le fasce economicamente più deboli e che ci si possa permettere di ignorare i bisogni della classe media.

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