Il ministro delle finanze tedesco: “più straordinari per combattere la crisi”. Critiche da Die Linke

sostegno all'economia Christian Lindner
Il ministro delle finanze tedesco Christian Lindner. Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

La ricetta del Ministro delle Finanze Christian Lindner (FDP) prevede, fra le altre cose, più straordinari e più nuove imprese, piuttosto che un intervento del governo focalizzato sull’incremento del gettito fiscale e sull’erogazione di aiuti.

Per Lindner, più straordinari e crescita sono la risposta alla crisi. Die Linke e Verdi si oppongono

Non sorprende che le critiche più aspre a questa posizione siano arrivate da sinistra: “Quest’anno le società azionarie tedesche pagheranno complessivamente 70 miliardi di euro di dividendi, una cifra mai vista prima. E Christian Lindner chiede più straordinari per stabilizzare l’economia. Forse i suoi partner di coalizione, l’SPD e i Verdi, dovrebbero ricordargli che non sono state le aziende a eleggerli, ma il popolo”. Queste le dichiarazioni lapidarie di Jan Korte, capo del gruppo parlamentare di Die Linke al Bundestag, in risposta a quanto espresso dal ministro sia in una dichiarazione all’agenzia di stampa dpa che su Twitter: “Abbiamo bisogno di più impulsi alla crescita, più start-up, più straordinari per garantire la nostra prosperità.”


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Lindner, inoltre, mantiene la sua posizione circa il freno al debito, che considera un importante contributo nella lotta all’inflazione e alla crescita dei tassi di interesse.

Il ministro aveva in precedenza respinto la richiesta del suo omologo del Baden-Württemberg, Danyal Bayaz (Verdi) di aiuti mirati e di un aumento della pressione fiscale sui ceti più abbienti e sui grandi patrimoni, con misure come la riduzione delle esenzioni dall’imposta di successione, in omaggio a un principio di “giustizia fiscale”. Le posizioni di Bayaz sono condivise anche da Katrin Göring-Eckardt, vicepresidente dei Verdi al Bundestag, che ha chiesto una redistribuzione dei disagi della crisi.

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