Gassi all’Ambasciata d’Italia: a passeggio nella storia

di Paolo Brasioli

Di Merlin, Elena e Paolo Brasioli. Disegni di Paolo Brasioli

Damen und Herren, che mi è capitato oggi! Stavo facendo il mio Gassi nel mezzo del grande parco Tiergarten quando l’ho vista, sventolare maestosamente, alla fine del bosco, ed apparire tra le verdi fronde, illuminata di sole! Emozionandomi, e volendomi accertare che fosse vero, ho preso la via breve e mi sono diretto, tra fitti rami, profumati fiori ed umida erba alta, nella sua direzione. Poi si è palesato di fronte a me un maestoso ed elegante parallelepipedo tutto beige e roseo. Ed eccola, ora ne sono sicuro, è proprio la bandiera tricolore dell’Italia, che solennemente è piantata di fronte alla sede dell’Ambasciata d’Italia a Berlino!

Ich bin so glücklich! Non sapevo che fosse proprio qui sul percorso del mio Gassi. Ed allora ecco che così mi son ricordato tutta la sua storia. Ve la racconto brevemente, va bene?

La storia travagliata dell’Ambasciata italiana in Germania: le origini

Come sapete, l’Ambasciata è situata al limitare del disteso ed ampio quartiere di Tiergarten, nella zona individuata, a metà degli anni 30 del novecento, per ospitare il nuovo quartiere delle rappresentanze diplomatiche, per la “Nuova capitale”.

Friedrich Hetzelt fu incaricato, nel 1937, della progettazione del nuovo edificio, che con la sua mole considerevole occupava l’intero lotto ed era situato in una zona veramente stupenda e privilegiata!

di Paolo Brasioli

Il progetto fu molto curato, soprattutto nel suo interessante complesso planimetrico e anche nei raffinati dettagli stilistici degli elementi delle facciate, del cortile con il portico e, ovviamente, degli interni.

Nel 1939 fu completato il rustico (cioè le strutture, le pareti ed i solai) e nel 1940 terminarono i lavori della cancelleria, che nella primavera di quell’anno venne consegnata in forma ufficiale all’ambasciatore italiano. Restavano certo ancora da ultimare tante parti come le sale di rappresentanza e la residenza. C’erano inoltre delle difficoltà per la mancanza oggettiva di materiali e manodopera. Comunque, alla fine del 1942, con un protocollo sottoscritto tra le autorità tedesche ed italiane, si proclama la conclusione dei lavori. A ricordo di questo evento fu deposta una lapide commemorativa ancora visibile.
E così, da 80 anni l’Italia ha una bellissima sede di rappresentanza che, nello stile degli esterni e degli interni, richiama i caratteri del classico rinascimento italiano, un po’ Palladiano. Sehr schön und elegant!

La guerra e la ricorstruzione

Ma, ahimé, nel novembre del 1943, nuova nuova come era, la sede diplomatica fu colpita da uno dei tanti attacchi aerei sul centro di Berlino, riportando evidenti danni sul tetto, sul cornicione e sull’elegante colonnato del cortile interno. Ma comunque, in generale, era integra ed aveva resistito ai bombardamenti. Come era ovvio in quel periodo, si corse il più possibile ai ripari e, per proteggere la sede, vennero anche murate le finestre delle ali di Hildebrandstraße e di Tiergartenstrasse.

Al termine del secondo conflitto mondiale, gli uffici di una parte della ambasciata vennero assegnati al consolato generale ed invece le sale recuperate del primo piano furono utilizzate per le esigenze di rappresentanza del Console Generale. Questo anche a seguito del trasferimento delle rappresentanze diplomatiche estere nella città di Bonn, nuova capitale della Germania Ovest.

di Paolo Brasioli

Ma, dopo la riunificazione della Germania, il quartiere del Tiergarten ritornò ad essere il quartiere delle ambasciate, come stupendamente lo è ancora del resto, e dunque nel 1992 fu presa la decisione delle autorità italiane di riutilizzare la vecchia sede. Ma ovviamente, viste le condizioni, andava ampiamente restaurata!

Seguendo l’attento e sensibile progetto dell’architetto Vittorio De Feo, iniziarono i lavori nel 2000 e dopo tre anni, nel 2003, fu solennemente inaugurata dai Presidenti della Repubblica Italiana (all’epoca Carlo Azeglio Ciampi) e della Repubblica Federale di Germania (all’epoca Johannes Rau). E fu questo un importante e tangibile segno, un limpido simbolo nel nuovo responsabile spirito di rinascita, di unità e di solidarietà europea!

La storia degli eventi passati, fortemente impressi nelle mura con questi ciclici inizi e arresti di attività, non poteva e non doveva in alcun caso essere cancellata o nascosta. Del resto, il chiaro obiettivo progettuale dell’architetto De Feo aveva proprio la ferma volontà, nel complesso dell’operazione, di onorare il ripristino e la conservazione della storia che si era “depositata” come un’aura sull’edificio.

I segni della storia

Ed ecco allora che le testimonianze della vita breve – ma davvero intensa e non priva di sofferenze – di questo grandioso palazzo, che, possiamo dire, con vero ed ostinato “spirito di servizio” rappresenta la nobile identità dell’amata Italia nella terra amica di Germania, rimangono quindi oggi ben visibili, e sono tangibili insegnamenti per un futuro migliore, che sappia meditare sulle ferite del passato per creare sereni, condivisi e costruttivi futuri comuni!


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Guardiamo ad esempio ai segni dei colpi dei proiettili sugli elementi in travertino, come le colonne dell’ingresso laterale, le bugne e le cornici delle finestre, la crepa che serpeggia sulla facciata in alto sul retro e soprattutto all’iconico, quasi scultoreo e metafisico, porticato del cortile interno che si palesa infatti ancora orribilmente mutilato di una parte. Tutti questi segni vengono, onestamente e responsabilmente, evidenziati, raccontati e tramandati in una ideale eredità, ai tantissimi italiani e non solo che frequentano oggi l’Ambasciata d’Italia in Berlino.

Noi cagnetti, sapete, siamo molto sensibili e fantasiosi e quindi a me sembra quasi di immaginare, stando qui, che appena adesso il polverone delle macerie si sia diradato e riappaia e riaffiori nel silenzio la sagoma indefinita dell’immenso manufatto ferito ma che, grazie alla creatività, l’affabilità e l’energia tutta italiana sa rianimare la scena di operosa vitalità! Sehr emotional!

Questa sede diplomatica, pertanto, non é solo un bell’edificio, inteso come contenitore di attività e funzioni, ma invece si propone nella sua identità e stato conservativo, come un vero e proprio monumento, e nell’osservarlo e viverlo possiamo davvero arricchirci di quanto da esso, con espressività, raggiunge i nostri animi.

E allora dài, stringiamoci idealmente, tutti noi italiani, ed invitiamo a farlo i nostri amici tedeschi che ci ospitano, e tutti, attorno al nostro tricolore che è vivo segnacolo di antiche tradizioni ed eterni universali valori. Per tutto questo, davanti all’Ambasciata d’Italia a Berlino, con la sua emblematica storia così sapientemente ed emozionalmente tramandata, possiamo dire con rispettoso e sentito orgoglio: Ich bin ein Italiener!


L’autore: Architetto Paolo Brasioli – Quattro | architectura

Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.

Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.

Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.

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