“Temo attacchi contro i rifugiati ucraini”. Il rappresentante del sindacato di polizia di Berlino chiede più sicurezza

Bombardamento russo su Kiev. Mvs.gov.ua, CC BY 4.0 , via Wikimedia Commons

“Abbiamo appreso dolorosamente che i nazionalisti e i servizi segreti russi non hanno remore a uccidere anche sul suolo tedesco”. Sono parole dure quelle del presidente federale del sindacato di polizia tedesco (DPolG), Rainer Wendt. Il riferimento passato è all’omicidio di Kleiner Tiergarten, quando un cittadino georgiano è stato freddato, in una vera e propria esecuzione, da un agente del servizio segreto russo FSB. Le dichiarazioni di Wendt, rilasciate alla Berliner Zeitung, si inseriscono nel contesto dei preparativi che la città di Berlino e la Germania in generale devono mettere in atto per predisporsi all’accoglienza dei rifugiati ucraini che hanno già iniziato ad arrivare.

Progeggere i rifugiati ucraini dagli attacchi e le infrastrutture dagli hacker

La loro sicurezza e quella delle strutture nelle quali sono ospitati, secondo il sindacalista, devono essere oggetto di costanti e meticolose valutazioni sulla sicurezza, per una situazione di pericolo che si può ancora definire “astratta”, ma che, nelle parole di Wendt “non vogliamo rendere concreta”.

Al momento, la città di Berlino ha predisposto strutture di accoglienza a Lichtenberg e Pankow, in grado di alloggiare 20.000 persone, ma il Senato cittadino sta esaminando altre proprietà per far fronte a flussi di rifugiati anche più intensi. Al momento, la protezione di queste strutture è affidata a società di sicurezza private, ma Wendt invita le istituzioni a un’analisi più approfondita dei possibili rischi. Fra i potenziali obiettivi ci sarebbero tanto i simpatizzanti delle due fazioni in guerra, i quali potrebbero autonomamente decidere di attentare alla sicurezza della parte avversaria, ma anche le infrastrutture critiche, che potrebbero essere oggetto di veri e propri attacchi terroristici, tanto fisici quanto informatici, più sistematici e organizzati. Neanche le aziende private, secondo Wendt, possono considerarsi al sicuro dal tentativo di attacchi informatici che ne impediscano l’operatività.


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Anche il leader dell’altro sindacato di polizia tedesco (GdP), Oliver Malchow, esprime preoccupazione per la possibilità che la violenza del conflitto possa trasporsi in Germania, coinvolgendo cittadini russi simpatizzanti del governo Putin e rifugiati o cittadini ucraini contrari all’invasione. Anche per questo, nei giorni scorsi, la sicurezza sugli obiettivi sensibili legati ai due Paesi e ad altre aree potenzialmente delicate del conflitto è stata aumentata – cosa che non ha comunque impedito a un cittadino bielorusso di vandalizzare la propria ambasciata a Berlino con vernice rossa e di esporre striscioni che accusavano le autorità bielorusse di fascismo.

Sul tema della sicurezza informatica, intanto, si è espressa anche la sindaca Franziska Giffey (SPD), dichiarando che il centro di servizi informatici del Land ha istituito un servizio 24/7 per aumentare la sicurezza online degli uffici pubblici.

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