Il Cremlino dietro all’omicidio di Tiergarten: ergastolo per il killer, espulsi due dimplomatici russi

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La portavoce del tribunale Lisa porta un fascicolo con il nome dell'imputato Vadim K. mentre si reca a un incontro con i media nel 2020. Berlino, Germania, 07 ottobre 2020. Photo Credits: EPA-EFE/CLEMENS BILAN

Sta aggravando tantissimo i rapporti tra Berlino e Mosca la condanna all’ergastolo del cittadino russo Vadim Krasikov, emessa dal tribunale d’appello della capitale tedesca e relativa alcosiddetto “omicidio di Tiergarten”.

L’imputato, oggi 56enne, è stato riconosciuto colpevole di aver sparato nel 2019 al georgiano Tornike Khangoshvili. Un’esecuzione in piena regola, secondo la corte, coordinata e portata a termine su incarico di apparati statali russi. A seguito della sentenza, due diplomatici russi sono stati espulsi da Berlino.

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Annalena Baerbock. Heinrich-Böll-Stiftung from Berlin, Deutschland, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons

La notizia è stata commentata dalla ministra degli esteri tedesca, Annalena Baerbock, che ha parlato di quanto riconosciuto dalla sentenza come di “una grave violazione del diritto tedesco e della sovranità della Repubblica Federale di Germania“. Ha quindi confermato il fatto che la Germania abbia “dichiarato indesiderabili due membri del personale diplomatico dell’ambasciata russa”.

Omicidio di Tiergarten: l’esecuzione avvenuta due anni fa, in pieno giorno

L’omicidio in questione è avvenuto due anni fa, nell’agosto del 2019, all’interno del Kleiner Tiergarten, “fratello minore” del celebre parco di Berlino. La vittima si stava recando in una moschea quando il killer, sopraggiunto in bicicletta, gli ha sparato due colpi a bruciapelo nella schiena e uno alla nuca, con una Glock 26 dotata di silenziatore.

Il Kleiner Tiergarten. Fridolin freudenfett, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Secondo quanto ricostruito dall’accusa e confermato dal tribunale, l’assassino è arrivato in Germania sotto il falso nome di Vadim Sokolov, ed è stato aiutato a inserirsi e a prepararsi al delitto con l’aiuto di “almeno un complice”.

Dietro il delitto, la Russia. Il presidente della corte: “Terrorismo di Stato”

Il presidente della corte d’appello di Berlino, Olaf Arnaldi, ha dichiarato, leggendo il dispositivo della sentenza, che “Non più tardi del giugno 2019, le agenzie statali del governo centrale della Federazione Russa hanno preso la decisione di liquidare Tornike Khangoshvili a Berlino”. Arnoldi ha usato parole durissime, parlando dell’operazione come di qualcosa che “Non è stato e non è altro che terrorismo di Stato”. Il tribunale ha inoltre riconosciuto la particolare gravità della colpa, cosa che probabilmente non consentirà il rilascio anticipato di Krasikov.


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L’esecuzione sarebbe stata dunque disposta e organizzata dal Cremlino, la cui ombra si allunga dietro a un spy story che a Berlino ha avuto moltissimi capitoli e altrettanti colpi di scena. È di pochissimo tempo fa, peraltro, la notizia del ritrovamento del cadavere di un giovane diplomatico russo, apparentemente caduto da una finestra della sua ambasciata, sempre nella capitale tedesca.

La difesa nega che l’imputato, che sostiene ancora di chiamarsi Vadim Sokolov, di essere un ingegnere edile e di avere 50 anni, abbia qualcosa a che fare con il delitto. E ritiene che la sua colpa non sia stata affatto provata oltre ogni ragionevole dubbio.

La Russia ha definito più volte la vittima un terrorista e un assassino

Tornike Khangoshvili aveva combattuto contro l’esercito russo, in Cecenia, era apertamente considerato dalla Russia un terrorista ed era stato addirittura accusato di aver partecipato, nel 2004, alla pianificazione e alla preparazione degli attacchi a Beslan e alla metropolitana di Mosca.

Lo stesso presidente russo, Vladimir Putin, ha più volte definito Khangoshvili un “bandito” e un “assassino“, come riportato dallo Spiegel. Anni prima Putin ha inoltre ottenuto dal suo parlamento l’autorizzazione a perseguire e uccidere terroristi e nemici dello stato al di fuori dei confini russi.

Vladimir Putin. Kremlin.ru, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons

Si aggrava intanto la crisi diplomatica tra Berlino e Mosca: espulsi due diplomatici

Intanto la tensione diplomatica tra i due Paesi aumenta progressivamente. Due diplomatici russi sono stati espulsi dalla Germania ed è stato convocato a colloquio con la ministra degli esteri l’ambasciatore russo a Berlino, Serghei Nechaev, che ha commentato la sentenza dicendo: “Consideriamo questo verdetto una decisione prevenuta e motivata politicamente, che aggrava ulteriormente le già difficili relazioni tra Russia e Berlino”.

(Fonte: ZDF, La Stampa)

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