Diplomatico russo trovato morto davanti all’Ambasciata, a Berlino. I servizi tedeschi: “Era una spia dell’FSB”

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Ambasciata Russa a Berlino Foto: EPA-EFE/FELIPE TRUEBA

Un “tragico incidente”. Questo è la spiegazione data dall’ambasciata russa a Berlino circa la morte del giovane diplomatico russo rinvenuto esanime sul marciapiede davanti all’edificio, intorno alle 7.20 della mattina del 19 ottobre. Tutti i tentativi di rianimarlo sul posto si sono rivelati vani.

L’uomo è un diplomatico russo di 35 anni e sarebbe caduto su Behrenstraße da uno dei piani superiori del complesso dell’ambasciata. A ritrovarlo, due agenti della polizia di Berlino. La sicurezza tedesca parla di “morte per cause sconosciute”.


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Il 35enne risulterebbe accreditato dal 2019 come secondo segretario d’ambasciata a Berlino. L’intelligence tedesca, tuttavia, ritiene che l’uomo fosse in realtà un membro in incognito dei servizi segreti russi Fsb.

Si tratterebbe inoltre del figlio di un pezzo grosso e cioè del generale Alexey Zhalo, vicedirettore di quella seconda divisione dell’Fsb che i servizi segreti occidentali collegano al cosiddetto “omicidio di Tiergarten”, cioè all’esecuzione dell’ex comandante ribelle ceceno Zelimkhan Khangoshvili. Assassinio, questo, avvenuto in pieno giorno, nel parco di Berlino, il 23 agosto 2019.

Funzionari dell’Fsb sono inoltre considerati coinvolti, in base a un’inchiesta dello Spiegel, anche nel tentativo di avvelenamento del politico dell’opposizione russa Alexei Nawalny, avvenuto nell’estate del 2020. Questa ipotesi è suffragata anche dalle piattaforme investigative Bellingcat e The Insider e dalla CNN.

Alexei Navalny. Evgeny Feldman / Novaya Gazeta, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

L’Ambasciata russa non parla per “ragioni etiche”

Intanto, sempre secondo lo Spiegel, l’ambasciata russa non avrebbe autorizzato l’autopsia e la salma sarebbe già tornata in patria. A causa dello status di diplomatico dell’uomo deceduto, infatti, gli inquirenti tedeschi non hanno potuto procedere all’esame post-mortem, che avrebbero disposto ove fosse stato possibile. L’ambasciata russa non ha voluto commentare per “ragioni etiche”.

Questo tragico incidente riecheggia sinistramente un episodio simile, avvenuto nel 2003. In quell’anno, anche un usciere cadde dalla finestra del suo appartamento e fu ritrovato morto, sempre sul terreno dell’ambasciata russa.

(Fonte, der Spiegel)

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