Nuovi guai per la CDU: Maaßen avrebbe ostacolato indagini su Kubitschek e Höcke

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Hans-Georg Maaßen. Bundesministerium des Innern/Sandy Thieme, CC BY-SA 3.0 DE , via Wikimedia Commons

Nuovi problemi per Hans-Georg Maaßen, controverso esponente della CDU da molti associato dall’estrema destra e pesantemente attaccato in questo senso da membri dell’opposizione.

Ciò che rende particolarmente gravi queste accuse, è anche il fatto che Maaßen sia stato al vertice dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, la Verfassungsschutz, la cui missione consiste anche nel proteggere le istituzioni da forme di estremismo politico.

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Hans-Georg Maaßen. Bundesministerium des Innern/Sandy Thieme, CC BY-SA 3.0 DE <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/deed.en>, via Wikimedia Commons.

Maaßen di nuovo al centro delle polemiche: avrebbe impedito indagini su un think tank di estrema destra

L’ultimo scandalo che ha colpito Maaßen si riferisce proprio al periodo in cui operava come capo della Verfassungsschutz, e dunque di garante della Costituzione. In base a un rapporto citato dalla Berliner Zeitung, pera che Maaßen abbia infatti impedito indagini sull’Istitut für Staatspolitik, (Istituto per la politica statale), think tank di estrema destra fondato da Götz Kubitschek, ex militare cacciato dall’esercito tedesco proprio a causa della sua ambigua contiguità con gruppi estremisti.

Ebbene, proprio mentre l’Ufficio per la protezione della Costituzione si apprestava a esaminare l’Istituto fondato da Kubitschek come sospetto caso di estrema destra, Maaßen avrebbe impedito l’indagine, adducendo come motivazione una presunta “mancanza di personale”. Il via libera all’esame del caso c’è stato solo nel 2020, quando Thomas Haldenwang ha preso il posto di Maaßen.


contenuti antisemiti

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Sarebbero state rallentate anche indagini su Bjorn Höcke

Un’altra accusa che viene mossa a Maaßen è di aver rallentato, inoltre, le indagini contro il Bjorn Höcke, espressione dell’ultradestra di AfD e leader del partito in Turingia.

Durante una riunione del 2016 con i responsabili della Verfassungschutz dei vari Länder, uno di loro avrebbe chiesto perché non si stava facendo nulla per il caso AfD. Aveva aggiunto che proprio le dichiarazioni di Höcke potevano essere sufficienti a giustificare un’indagine, ma Maaßen aveva risposto che non c’era nulla su cui indagare e quindi non si sarebbe fatto nulla.

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Björn Höcke, leader dell’ala estremista di AfD. Di Sandro Halank, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Solo dopo una riunione tenuta dagli uffici di cinque Länder a metà del 2017, l’Ufficio federale diretto da Maaßen avrebbe finalmente richiesto una raccolta di materiale su AfD, da esaminare ufficialmente. Tuttavia, solo dopo l’allontanamento di Maasen, costretto alle dimissioni nel 2018, alcuni elementi di AfD sono stati dichiarati oggetto di osservazione, nel gennaio 2019.

La CDU valuta l’espulsione, ma non è facile

All’interno della CDU si sta valutando una procedura di espulsione di Maaßn ma il leader Merz, che pure ha dichiarato di voler essere implacabile con ogni membro della CDU che collabori o risulti collegato ad AfD, vede poche possibilità che questo accada.

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