Le scuole di Berlino non dichiareranno più la percentuale di alunni di lingua non tedesca. La CDU protesta

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scuole di Berlino

La scelta della scuola alla quale iscrivere i propri figli è un momento importante e delicato della vita di una famiglia e, in Germania, implica l’analisi di una serie di criteri che possono essere esaminati sui siti ufficiali dei diversi istituti. Fra questi, a Berlino, c’è la percentuale di alunni la cui prima lingua, in casa, non è il tedesco, che altro non è se non la percentuale di alunni i cui genitori sono immigrati. La nuova coalizione di governo del Land ha ora deciso che le scuole di Berlino non pubblicheranno più questa specifica informazione, concentrandosi piuttosto su altre caratteristiche che possano restituire un quadro più accurato delle peculiarità degli istituti.

Le proteste della CDU: “Le famiglie vogliono conoscere la percentuale di studenti stranieri prima di iscrivere i figli a scuola”

Questa misura è stata accolta come controversa dall’opposizione. In particolare Timur Husein, capogruppo parlamentare della CDU nella circoscrizione di Friedrichshain-Kreuzberg, sostiene, nelle dichiarazioni riportate dal Morgenpost, che per i genitori sia importante sapere quanti alunni non tedeschi ci siano in una scuola, prima di decidere se iscrivervi il proprio figlio o la propria figlia e che sia scorretto tacere questa informazione. Elaborando sui problemi della composizione del corpo studentesco, Husein specifica che su 18 scuole elementari di Kreuzberg, quattro sono frequentate da più del 90% di bambini di origine non tedesca e che i genitori hanno il diritto di saperlo.


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Il dipartimento dell’istruzione propone una nuova categorizzazione per le scuole di Berlino

Per contro, la coalizione di governo propone l’elaborazione di un nuovo indice di categorizzazione delle scuole di Berlino. Secondo il portavoce del dipartimento dell’istruzione Martin Klesmann, in questo criterio di indicizzazione saranno presi in considerazione numerosi fattori sociali che permettano di restituire un’immagine veritiera delle caratteristiche di ogni scuola. Un peso maggiore dovrebbero avere, secondo le intenzioni del dipartimento, la media dei voti finali o la percentuale di alunni di ogni istituto che arrivano a frequentare l’università e a laurearsi. Su questo punto è d’accordo anche il portavoce dei genitori, Norman Heise.

Oltre alla percentuale di alunni stranieri, al momento vengono raccolti dati anche sulle percentuali di alunni che sono esentati dai costi extra per il materiale scolastico, di quelli con bisogni educativi particolari, di ripetenti, delle famiglie che hanno accesso a sussidi o che rientrano nei criteri di definizione della povertà infantile e, infine, sull’offerta strutturale di personale in ogni scuola. Nel nuovo indice, la percentuale di bambini di origine non tedesca verrebbe comunque registrata, ma non più resa pubblica. Motivando la decisione, Klesmann ha portato a esempio le scuole europee di Berlino e la scuola Nelson Mandela, le quali, pur essendo frequentate da una cospicua percentuale di alunni la cui prima lingua non è il tedesco, non sono considerate scuole “difficili”.

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