Hufeisensiedlung: dall’edilizia popolare alla privatizzazione

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Foto di Stefano Comi
Contributo e fotografie a cura di Stefano Comi (Sito ufficiale, Pagina Facebook)


Hufeisensiedlung
– Il problema della mancanza di alloggi a Berlino non è nuovo e lo strano connubio fra grosse immobiliari private e società pubbliche nemmeno, ma andiamo con ordine. È da poco finita la prima guerra mondiale, il Paese è in ginocchio, la disoccupazione dilaga, i profughi in arrivo dai territori occupati riempiono le città, tocca ai responsabili della politica e delle opere pubbliche trovare un rimedio. A risolvere il dilemma di Berlino, sempre più affollata e con pochi alloggi fatiscenti, vengono chiamati gli architetti Bruno Taut, Martin Wagner e l’architetto per il paesaggio Leberecht Migge.

Foto di Stefano Comi

I presupposti dettati dalla politica sembrano di difficile soluzione: ci sono pochi soldi, il numero degli alloggi deve arrivare a circa duemila, deve essere garantita una qualità della vita decorosa, deve essere possibile un buon collegamento con il centro pulsante della città. Bruno Taut ha già realizzato con l’architetto Ludwig Lesser un altro quartiere nel distretto Treptow-Köpenick secondo canoni moderni e si mette all’opera per trasferire la preziosa esperienza nella realizzazione di questa nuova sfida.

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Edilizia popolare e qualità della vita: un’utopia realizzata a Hufeisensiedlung

L’ idea è quella di realizzare un complesso abitativo economico secondo una metodologia semplice, circondato da un vero e proprio villaggio di casette a schiera più adatte a stimolare un carattere individuale e intimo. Nasce così il primo condominio centrale con l’originale forma di un ferro di cavallo attorno ad un laghetto già esistente, rimasuglio dell’era glaciale. All’interno dell’emiciclo vengono collocati i giardini privati mentre la parte centrale resta in comune. Sulla stessa via fanno da spalla altri palazzi dall’architettura semplice ma originale che, come il ferro di cavallo, contano soli tre piani. In tutto si arriva così a circa milletrecento appartamenti, divisi a gruppi di sei dalle scale in comune; le tipologie per tutti gli appartamenti sono quattro e offrono uno spazio che va dai 49m2 ai 124m2.

A.Savin (WikiCommons), FAL, via Wikimedia Commons

La costruzione a moduli consente un notevole risparmio in fase di progettazione e permette una procedura di lavoro a livelli industriali, infatti i primi sei lotti di appartamenti vengono ultimati in soli cinque anni. Ai palazzi del nucleo centrale, segue la costruzione di quasi cinquecento casette a schiera, semplici ma spaziose, tutte corredate di un discreto giardino, raggiungibili fra le vie piantumate e ordinate. Alcune di queste case sono disposte a rombo, così da formare una piccola piazzetta centrale, le rifiniture sono individualizzate, l’insieme ha l’aspetto idilliaco di un piccolo paese di provincia.

Foto di Stefano Comi

La privatizzazione

A questo lotto ne segue un secondo con circa duecento casette a schiera, questa volta con uno stile più moderno, il tetto spiovente da un solo lato, le finestre più grandi, il giardino viene collocato di fronte alle abitazioni. Nell’insieme, questo è uno dei primi progetti di edilizia popolare concepito dalla mano pubblica, per realizzare il quale verrà fondata ad hoc la società per azioni GEHAG e al quale si ispireranno negli anni a venire numerose altre opere. Purtroppo la storia del quartiere non ha un lieto fine: nel 1998 (il sindaco di Berlino era Eberhard Diepgen, CDU) il 75% delle azioni viene ceduto a privati e nel 2007 (durante il mandato di Klaus Wowereit dell’SPD) la società Deutsche Wohnen AG si accaparra la maggioranza delle azioni; GEHAG è definitivamente privatizzata.

Foto di Stefano Comi

Le casette a schiera e gli appartamenti del Hufeisen (il “ferro di cavallo”) vengono vendute individualmente mano a mano che un inquilino esce o si propone come nuovo proprietario. La località, l’architettura, la ricchezza del verde, fanno del del quartiere un indirizzo ambito, trovare casa qui è pressoché impossibile. Nonostante questo, una passeggiata fra le vie alberate, ricche di scorci pittoreschi e romantici, ci fa rivivere un pezzo di storia importante di questa città affascinante e incredibile.

Foto di Stefano Comi

Come arrivare al Hufeisensiedlung: U7 Parchimer Straße o Blaschko Allee; Bus 171 Onkel-Herse-Str. In automobile: digitare Fritz-Reuter-Allee 48, 12359 Berlin, parcheggio libero.
Buona passeggiata

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