Rüdersdorf: due passi nel parco archeologico industriale a est di Berlino

Foto di Stefano Comi
Contributo e fotografie a cura di Stefano Comi (Sito ufficiale, Pagina Facebook)

La storia di Rüdersdorf e dello sfruttamento dei sedimenti di calcare, è legata alla fondazione del monastero cistercense di Zinna, una cinquantina di chilometri a sud di Berlino. Il monastero, voluto dall’arcivescovo di Magdeburgo per contrastare sul territorio l’espansione del casato degli Ascani, ebbe per questo motivo sorti alterne a seconda delle fortune militari dei signori che si contendevano il potere. Nondimeno, per lo stesso motivo, la sua espansione arrivò a comprendere 300 Km2, 39 villaggi, 14 mulini, una miniera di sale con quattro saline, una fabbrica di mattoni.

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Di grande interesse per i monaci era il territorio di Rüdersdorf a est di Berlino, dove la conformazione geologica porta un grosso giacimento di pietra calcarea in superficie, adatta alla produzione di calce viva, un materiale eccellente per l’edilizia. Lo sfruttamento del giacimento contribuì notevolmente alla ricchezza dell’abbazia; notizie certe dell’attività di un primo forno per la produzione, si hanno nel 1254, quando a Strausberg viene eretto un monastero domenicano utilizzando il materiale proveniente da Rüdersdorf. L’attività mineraria viene citata anche nei registri del Kaiser Karl IV nel 1376. Come in tutta la marca, il monastero e le sue proprietà vengono confiscate dai signori del Brandeburgo in seguito alla riforma protestante nel 1547.

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Rüdersdorf e la rivoluzione industriale

La svolta decisiva avviene però in corrispondenza della rivoluzione industriale. Il fabbisogno di materiale edilizio nella vicina Berlino, lo sviluppo di nuove tecniche e di nuovi forni per la cottura ad alta temperatura della pietra, le attività logistiche collaterali necessarie, come il rifornimento di combustibile (legno e carbone) danno alle fabbriche di Rüdersdorf l’impulso necessario per la trasformazione in una vera e propria industria moderna.


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In prossimità dei forni vengono costruiti i dormitori per i lavoratori che si fermano nella fabbrica tutta la settimana per tornare in famiglia solo la domenica. Anche così, i vecchi forni circolari non sono più sufficienti a soddisfare la richiesta di calce e cemento. Si dà il via alla costruzione di coppie di forni in batteria, si scavano dei canali navigabili per il trasporto dalla fabbrica alla rete del fiume Havel e della Havel, migliorano le tecniche per la frantumazione della roccia. Quando lo scavo scende sotto il livello dei canali d’acqua, questi vengono coperti e sostituiti dai binari della ferrovia e successivamente anche da una funivia.

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Il regno del cemento: successo industriale e veleni nell’aria

In mancanza di filtri e altri accorgimenti tecnici, l’emissione di fumi, fuliggine, polveri macroscopiche era notevole e condizionava la vita dei comuni vicini. Soprattutto di notte le polveri di cemento si posavano su animali, piante, terreni al punto che l’accumularsi di residui sui tetti delle case causava periodicamente dei crolli. La situazione perdurò per quasi un secolo e non migliorò nemmeno durante il regime socialista della ex DDR.

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Alle proteste degli abitanti di Rüdersdorf, pesantemente colpiti dall’inquinamento che causava gravi malattie polmonari, i funzionari rispondevano che “anche in impianti industriali più moderni sarebbe stato impossibile realizzare le premesse tecnologiche per il mantenimento dell’aria pulita”. L’installazione di filtri, questo l’argomento dei responsabili, avrebbe frenato la produzione del cemento, un prodotto vitale per l’acquisizione di valuta pregiata all’estero.

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Il parco archeologico-industriale di Rüdersdorf

Infatti, gli ultimi forni a batteria vennero spenti solo nel 1967 e sostituiti da un impianto moderno, visibile oggi sul lato opposto dello scavo che ha raggiunto la dimensione gigantesca di circa quattro chilometri. Fortunatamente, due dei vecchi forni circolari e l’intera batteria dei forni a coppie, sono stati salvati, insieme ad alcuni importanti edifici secondari, dal piano per l’abbattimento e, una volta restaurati e messi in sicurezza, sono oggi visitabili all’interno di un parco archeologico-industriale, corredati da numerose tavole informative.

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All’interno del parco di circa 170,000 m2, vengono regolarmente organizzati concerti, incontri, eventi ed è possibile affittare privatamente alcune aree per congressi, riunioni o matrimoni.

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Il ristoro: vicino all’ingresso piccolo punto di ristoro con vendita di cestini per il pic-nic da 20€ a 50€. Come arrivare al Museumpark Rüdersdorf: S3, cambiare a Friedrichshagen e poi Tram 88 Heinitzstraße. In automobile: A10-Berliner Ring, uscita Rüdersdorf e seguire i cartelli oppure digitare direttamente Heinitzstraße 13a, 15562 Rüdersdorf; il parcheggio è gratuito.
Buona passeggiata

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