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Il ministro dello sviluppo: per Nikolaustag comprate cioccolata solidale

In Germania è molto sentita la festa di San Nikolaus, o Nikolaustag, che cade il 6 dicembre. San Nikolaus e il suo assistente Knecht Ruprecht sono figure che svolgono un ruolo a metà fra quello che noi attribuiamo a Babbo Natale o alla Befana. Nella notte fra il 5 e il 6 dicembre, i bambini appendono le proverbiali calze, per ritrovarle, il giorno dopo, piene di dolciumi. Quest’anno, però, il ministro dello sviluppo in carica Gerd Müller (CSU) ha invitato le famiglie a comprare cioccolato proveniente dalla filiera equa e solidale. “Per Nikolaustag dovremmo mandare un segnale, scegliendo il cioccolato giusto – perché solo un San Nicola giusto è un buon San Nicola”, ha detto al Redaktionsnetzwerk Deutschland (RND, edizione del sabato).

Gerd Müller: “Per Nikolaustag, non dimentichiamo il dramma del lavoro minorile”

Müller ha giustificato il suo appello facendo riferimento alla pandemia di Covid, che accompagna per la seconda volta il periodo dell’Avvento. “Più del solito, ora dovremmo prestare attenzione all’equità, anche verso le persone che producono i beni che acquistiamo”, ha ammonito il politico della CSU. Ha detto che 1,5 milioni di bambini nelle regioni produttrici di cacao del Ghana e della Costa d’Avorio sono costretti a lavorare per contribuire al mantenimento delle proprie famiglie.


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“Il Covid ha peggiorato drammaticamente la situazione: gli studi mostrano un aumento di un quinto del lavoro minorile durante il lockdown del 2020, nelle zone di coltivazione del cacao in Costa d’Avorio”, ha dichiarato Müller. Il ministro ha affermato che, al momento, un quinto del cioccolato venduto in Germania è certificato come proveniente da una filiera equa e solidale. “Questo è un bene, ma occorre fare molto di più”.

L’appello del ministro per un Nikolaustag equo e solidale si aggiunge a numerose considerazioni sugli effetti invisibili della pandemia, che ha fatto passare in secondo piano considerazioni come la sostenibilità ecologica e sociale dei nostri acquisti e delle nostre abitudini.

 

(AFP)

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