Lo Schloss Sacrow e la Heilandskirche: un’oasi di pace con vista sul lago

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Foto di Stefano Comi
Contributo e fotografie a cura di Stefano Comi (Sito ufficiale, Pagina Facebook)

La storia di questa villa barocca la si legge nella lunga sequela di proprietari che si sono succeduti nel tempo. Costruito da un generale svedese, comandante della Cittadella di Spandau, lo Schloss Sacrow venne in seguito ceduto alla nobile famiglia ugonotta dello scrittore Friedrich de la Motte Fouqué che ispirato dal paesaggio lacustre, trovò qui lo spunto per descrivere alcuni dei suoi personaggi.

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La proprietà passò in seguito a un Conte, Gran Camerlengo di Corte e quindi a un Console Generale arricchitosi con i proventi del commercio con la Russia. I suoi eredi vendettero a un banchiere per usarla come residenza estiva; della cerchia dei suoi parenti faceva parte il musicista Felix Mendelssohn Bartholdy che qui compose alcuni concerti.

In seguito, gli edifici rustici vennero usati per la produzione di Diacetato di piombo, già noto agli antichi romani come zucchero di Saturno e usato in passato per la tecnica della fotografia in bianco e nero. Oltre a questo si produceva anche il carbonato basico di piombo (biacca) usato per la pigmentazione dei colori usati nella pittura, entrambi prodotti altamente inquinanti.


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Foto di Stefano Comi

Lo Schloss Sacrow e la Heilandskirche

Finalmente nel 1840, Friedrich Wilhelm IV comprò la proprietà, fece ristrutturare la villa dall’architetto Ludwig Persius che aveva collaborato con Karl Friedrich Schinkel alla costruzione del Schloss Charlottenhof e dei Römischen Bädern nel Parco di Sanssouci in Potsdam, della grossa fontana di fronte al castello di Sanssouci, la Friedenskirche, le Orangerie e altro ancora.

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Con alcune modifiche, Persius diede alla villa l’aspetto definitivo con l’inconfondibile stile italiano tanto caro al sovrano. Oltre alla villa, l’architetto ricevette l’ordine di costruire la Heilandskirche sulla sponda del lago secondo i disegni del sovrano stesso. L’architettura del parco, che doveva comprendere tutta la proprietà, venne affidata all’onnipresente Peter Joseph Lenné.

Da questo momento la villa verrà chiamata Schloss (castello) sebbene Friedrich Wilhelm non ci abbia mai abitato. Dopo la rivoluzione d’ottobre del 1918 e la proclamazione della repubblica, la villa fu residenza di un ministro e quindi di una famiglia patrizia.

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La storia recente: dal Terzo Reich alla DDR

Il passaggio di mano continuò anche durante il terzo Reich, quando a risiedere qui fu l’ispettore generale delle foreste che diede mano a numerosi cambiamenti architettonici, eliminando per sempre gli stucchi e le partizioni barocche all’interno e aggiungendo un salone con terrazza all’esterno, compromettendo così la simmetria d’insieme.

Non andò meglio con la divisione del Paese e la nascita della DDR a guerra finita. La villa venne assegnata alla Volksarmee e alle guardie di frontiera che rasero al suolo le serre e distrussero il parco per costruire un campo per l’addestramento dei cani.

Foto di Stefano Comi

La chiesa sulla sponda del lago venne devastata dai reparti di sicurezza che la resero inagibile, il campanile usato per fissare le lastre di cemento, la zona chiusa, completamente circondata dal muro e quindi non più raggiungibile. Il degrado raggiunse livelli tali, da poter essere osservato dalle imbarcazioni di passaggio e dalla sponda occidentale. L’allora sindaco di Berlino ovest, Richard von Weizsäcker, attivò i canali diplomatici con la parte orientale per persuadere i responsabili ad una collaborazione al fine di salvare l’edificio.

Foto di Stefano Comi

Quando si raggiunse un accordo e si iniziarono i lavori nel 1985, gran parte degli arredamenti e del rivestimento esterno erano ormai perduti. Solo dopo la caduta del muro fu possibile un restauro radicale fino alla installazione di un nuovo organo.

Oggi, oltre al culto, la chiesa è aperta con un ricco programma di concerti, eventi letterari, simposi, esposizioni. Il parco è stato completamente rinnovato, bonificato dalla presenza dei rifiuti chimici del vecchio opificio e aperto al pubblico; nella villa è aperta ad una impressionante documentazione della storia recente del parco e della chiesa con numerose fotografie.

Foto di Stefano Comi

Il ristoro: un piccolo caffè all’interno della villa.
Come arrivare al Schloss Sacrow: Dallo Zoo con il Bus X34, cambiare ad Alt-Kladow con il Bus 697, scendere a Schloss Sacrow. (ca. 1 ora)
In automobile: digitare Krampnitzer Straße 33, 14469 Potsdam. Se non trovate posto direttamente di fronte al castello, c’è un ampio parcheggio alla fine del parco.
Buona passeggiata.

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