Kloster Chorin: suggestioni ed eventi in un antico monastero

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Kloster Chorin
Foto di Stefano Comi
Contributo e fotografie a cura di Stefano Comi (Sito ufficiale, Pagina Facebook)

L’origine di tutto: terre incolte trasformate da ordini religiosi

Come avveniva già in molte parti d’Europa, anche nel Brandeburgo succedeva spesso che lande disabitate, paesaggi paludosi, terre incolte venissero affidate ad un ordine religioso, affinché con il paziente lavoro di generazioni di monaci queste venissero trasformate in fertili terreni agricoli. Così, quando questa regione passò dagli slavi al ceppo sassone degli Ascanidi, il reggente si affidò all’opera dell’ordine Cistercense per trarre profitto dai suoi nuovi possedimenti.

Kloster Chorin
Foto di Stefano Comi

La nascita del Kloster Lehnin e poi del Kloster Chorin

A questo scopo venne fondato, a circa sessanta chilometri a ovest di Berlino, il Kloster Lehnin, che amministrava, oltre ai propri terreni, anche l’economia dei villaggi vicini e fungeva da monastero madre per altri tre insediamenti, fra i quali il Kloster Chorin, a circa ottanta chilometri a est della capitale.

Una curiosità: il Kloster Lehnin, di cui ci occuperemo separatamente, ha ancora la funzione di comunità per una fondazione di diaconesse della Chiesa protestante, che nel loro statuto riportano: “Nel mezzo di un paesaggio culturale che è stato modellato dalle mani dell’uomo sin dalla fondazione del monastero, ci vediamo nella tradizione dei monaci cistercensi, preservando il creato e prendendoci cura della natura”.

Kloster Chorin
Foto di Stefano Comi

Il Kloster Chorin: un monastero fuori dal tempo

Il Kloster Chorin non ebbe la stessa fortuna. Il monastero, di dimensioni rispettabili, è una costruzione in mattoni rossi in stile primo gotico con tutto il corollario di cattedrale, cucina, chiostro, dormitori, rustici e così via. L’opera dei monaci era arrivata ad includere il lavoro e l’economia dei villaggi vicini, vennero costruite un mulino, una birreria, un ospedale, case coloniche con varie dipendenze e si ottenne il diritto di riscossione di tasse e balzelli. Non fa meraviglia che il posto di Abate fosse molto ambito.


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La fine arrivò con la riforma protestante nel sedicesimo secolo, quando la comunità e il monastero vennero sciolti dai nuovi reggenti prussiani della famiglia Hohenzollern, non tanto per motivi religiosi, ma allo scopo di incamerare la cassa e i tesori della congregazione e sanare così i bilanci di casa. Il monastero venne abbandonato e condannato a subire non solo l’opera devastante della natura, ma anche il saccheggio di materiale edilizio.

Kloster Chorin
Foto di Stefano Comi

Il monastero torna alla vita grazie a Schinkel e a Lenné

Fu ancora un Hohenzollern, tre secoli più tardi, a riscoprire le rovine e, nel pieno del romanticismo tedesco, commissionò ai soliti Karl Friedrich Schinkel, architetto, e Peter Joseph Lenné, giardiniere generale della casa Hohenzollern, il salvataggio di ciò che restava e l’incarico di dotarlo di un giardino adeguato a farne un motivo paesaggistico secondo la moda del momento.

Dal 1964, in estate, si tengono all’interno delle rovine concerti e rappresentazioni teatrali in collaborazione con altre istituzioni culturali polacche. Dal 1997 si prende cura dell’intero impianto la comunità amministrativa Britz-Chorin-Oderberg.

Kloster Chorin
Foto di Stefano Comi

Le numerose e originali iniziative culturali

Le offerte culturali da maggio a ottobre, oltre ai concerti e al teatro, spaziano fra mostre di artisti locali e internazionali, feste e mercati, seminari di musica medioevale, fiere dedicate alle erbe medicinali e ceramiche artigianali, film muti accompagnati dal vivo dal pianoforte, seminari di meditazione, suggestive visite notturne al lume di candela, soggiorni di tre giorni con uscite guidate in bicicletta alla scoperta di edifici storici nei villaggi vicini e molto altro.

All’interno del monastero, un museo molto ben curato ne racconta la storia e, in una sala separata, un audiovisivo presenta, con dovizia di particolari, la giornata, i riti, le regole dei monaci cistercensi nel ritiro di Chorin. Per i visitatori, all’interno dell’area, il ristoro è garantito da un simpatico caffè che offre prodotti esclusivamente biologici prodotti in una azienda raggiungibile in meno di dieci minuti d’auto.

Kloster Chorin
di Stefano Comi

All’interno dell’azienda, uno spaccio con formaggi, salami, succhi di frutta, latticini e altro, il tutto proveniente da coltivazioni biologiche e bio-dinamiche (è il caso di chiedere al caffè gli orari di apertura).

Come arrivare al Kloster Chorin

RE3 arriva direttamente alla stazione di Chorin. Da qui, con una passeggiata di una ventina di minuti attraverso il bosco secolare, si arriva al monastero. Ci sono i cartelli. In automobile: digitare 16230 Chorin – Amt Chorin 11a. Parcheggio a pagamento, max. 3€. Buona passeggiata!

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