Estremismo di destra fra le forze di polizia: la commissione di esperti raccomanda riforme urgenti

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estremismo di destra fra le forze di polizia
© Raimond Spekking

L’estremismo di destra fra le forze di polizia è limitato a singoli casi o è un problema sistemico? Si tratta di individui che agiscono isolati o è l’organizzazione in sé a permetterne – o, peggio, a favorirne – la presenza fra gli agenti di pubblica sicurezza? A queste e altre domande ha dovuto rispondere la commissione di esperti istituita per indagare sulla presenza di estremisti di destra nei ranghi della polizia dell’Assia e che ha presentato le proprie conclusioni lunedì. Nel rapporto finale si parla di un “notevole bisogno di riforme” nei corpi di polizia.

Alle origini dell’indagine: numerosi casi di estremismo di destra fra le forze di polizia dell’Assia

La commissione è stata istituita in seguito a due scandali che hanno travolto la polizia dell’Assia. Il primo riguardava le lettere minatorie firmate NSU 2.0, indirizzate a persone, soprattutto donne, ai cui dati personali avevano avuto accesso alcuni computer dei dipartimenti di polizia di Francoforte e Wiesbaden. Il responsabile, che non è un poliziotto, è stato arrestato a Berlino a maggio e si suppone che possa aver ricevuto le informazioni relative agli indirizzi delle sue vittime da un collaboratore facente parte delle forze dell’ordine. Il secondo scandalo è quello relativo alle chat dai contenuti apertamente razzisti, nazisti e antisemiti alle quali partecipavano numerosi agenti di polizia e che nessuno dei membri, neppure quelli che non postavano attivamente questo tipo di contenuti, aveva denunciato ai superiori.


lettere minattorie nsu

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Il vicepresidente della Commissione ed ex parlamentare dei Verdi, Jerzy Montag, ha parlato di contenuti “inumani”, nei quali si negava o si ridicolizzava l’olocausto, si condividevano foto e commenti razzisti, si insultavano le persone disabili e si esprimevano fantasie di sterminio, invocando atti violenti, il tutto con un linguaggio rozzo, xenofobo e privo di empatia. Montag ha anche definito la crescente ondata di estremismo di destra fra le forze di polizia, le forze speciali e la Bundeswehr, e perfino fra i vigili del fuoco, la più grande minaccia alla sicurezza e alla democrazia in Germania in questo momento.

La presidente della commissione: “L’Assia dia l’esempio”

Il rapporto della commissione di esperti contiene una serie di indicazioni su come contrastare il fenomeno dell’estremismo di destra fra le forze di polizia. Si raccomanda, per esempio, di esaminare con molta più attenzione i candidati che andranno a unirsi alle fila delle forze dell’ordine, per bloccare l’accesso a coloro che hanno simpatie estremiste o che condividono ideologie discriminatorie. A condurre questa particolare analisi dovrebbe essere l’Ufficio per la Protezione della Costituzione.

“L’Assia deve dare l’esempio” ha detto la presidente della commissione di esperti ed ex vicepresidente della Corte europea dei diritti dell’uomo, Angelika Nußberger, auspicando che il Land possa “assumere un ruolo pionieristico nella lotta contro l’estremismo di destra in tutta la Germania”, per sanare la perdita di fiducia da parte della popolazione che i recenti incidenti hanno causato. Il ministro degli interni dell’Assia Peter Beuth (CDU) ha accolto le indicazioni della commissione e annunciato che proporrà ai compagni di coalizione del governo statale una riforma delle leggi locali sulla sicurezza.


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Indipendentemente da quello che il parlamento dell’Assia deciderà, ha aggiunto Beuth, è anche importante estendere i controlli sugli aspiranti agenti di polizia a livello nazionale, verificando, per esempio, la loro attività sui social media, nei limiti concessi dalle leggi sulla privacy. Controlli incrociati di questo genere, infatti, servono spesso a identificare per tempo le propensioni estremiste di alcuni individui. Inoltre, eventuali violazioni da parte di esponenti delle forze dell’ordine dovrebbero essere comunicate prontamente e chiaramente, tanto all’interno come all’esterno, praticando l’autocritica a livello istituzionale, anche per fare giustizia ai dipendenti onesti dei corpi di polizia e militari, che non meritano la sfiducia che questi episodi attirano sull’intera categoria.
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