Uccise la figlia e filmò il gesto per colpire la moglie: inizia il processo a Berlino

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uccise la figlia
PolizeiBerlin, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Lo scorso novembre, a Berlino, il trentunenne di nazionalità polacca Tomasz S. (31) uccise la figlia di tre anni e filmò l’orrendo gesto per mandare un messaggio alla moglie, che lo aveva lasciato. In questi giorni è iniziato il processo.

Uccise la figlia: testa bassa mentre il difensore legge la confessione

Mentre il suo difensore leggeva la confessione relativa all’omicidio della bambina, il trentunenne ha tenuto la testa bassa per tutto il tempo. “Ho fatto qualcosa di impensabile e ho ucciso mia figlia” ed “Ero totalmente fuori di me quando mia moglie mi ha lasciato” sono due passaggi della confessione, in cui l’imputato ha dichiarato di aver voluto proteggere la figlia da sua madre, per poi togliersi la vita.

La pubblica accusa: “Ha usato la bambina per punire sua moglie”

Il procuratore è stato durissimo, nel suo intervento introduttivo. Ha accusato Tomasz S. di aver usato la bambina come un oggetto, uno strumento per punire la moglie. E di aver ucciso in modo subdolo, crudele e per motivi biechi, dettati dalla gelosia.


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“È colpa della mamma”, disse alla figlia. E filmò il tutto

La tragedia accadde lo scorso novembre nell’appartamento della madre della piccola, in Köpenicker Landstraße, nel distretto berlinese di Treptow-Köpenick. Alla fine di ottobre l’uomo era tornato dalla Norvegia, dove aveva svolto un lavoro molto ben pagato come lucidatore di automobili. Era convinto che la moglie sarebbe stata “fiera di lui”, ma era stato raggiunto dalla notizia della richiesta di separazione.

A quel punto, intorno alle 15.15, si verificò la tragedia. L’uomo si avvicinò alla bambina con la mannaia, la ferì e quindi la uccise. Ma nei brevi istanti intercorsi tra le due azioni le comunicò che lo stava facendo “a causa della mamma“, perché, a suo dire, li aveva “lasciati entrambi” e che per questo, sebbene gli dispiacesse, “dovevano entrambi andare“. Filmò inoltre il tutto.

Sul suo cellulare vennero trovati due video, che l’uomo intendeva mandare a sua moglie. Entrambi durano pochi secondi e sono “raccapriccianti da guardare“, come sottolineato in aula. Il corpo della bambina è stato trovato dalla nonna.


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L’uomo rischia l’ergastolo

Arrestato poco dopo aver ucciso sua figlia, l’uomo aveva inizialmente cercato di depistare gli inquirenti parlando di un’aggressione. Arriva ora la sua piena confessione, unitamente alla frase che “Nessuna punizione può essere così severa come il dover vivere con la mia colpa“.

Tomasz S. è un ex ciclista professionista, costretto a interrompere la sua carriera sportiva dopo un incidente. Ha incontrato suo moglie all’età di 27 anni e nel 2018 si sono sposati. In aula ha dichiarato “ho amato molto mia moglie” e di non sentirsi mai “abbastanza bravo per lei”, ma la donna aveva deciso di lasciarlo perché si erano verificati degli episodi di violenza all’interno della coppia. L’uomo rischia l’ergastolo.

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