Fischerinsel, l’isola fra i due rami della Sprea

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Fischerinsel
Foto di Stefano Comi
Contributo e fotografie a cura di Stefano Comi (Sito ufficiale, Pagina Facebook)

I primi insediamenti avvennero probabilmente per opera degli Ascani, famiglia nobile analtina alla quale si deve in generale la colonizzazione della Landa del Brandeburgo. Sull’isola fra i due rami della Sprea, forse a ricordo della Colonia in Renania dove avevano le loro radici, fondarono Cölln e la punta a sud dell’isola, dove alcuni artigiani, marinai e umili pescatori organizzarono il primo rudimentale mercato, fu chiamata non Fischerinsel, ma dapprima Fischermarkt (mercato dei pescatori), poi Fischerkiez, dove “Kiez” indica di solito i sobborghi attorno a un castello o una fortezza che qui però non fu mai costruita. In questo caso, Kiez assunse una connotazione negativa, malfamata.


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Il suo carattere era in netto contrasto con l’insediamento a nord della grande arteria di commercio che attraversa l’isola dopo aver lambito il primo nucleo di Berlino. Nobili, ricchi commercianti, borghesi animavano infatti la vita di gran parte del territorio a nord e della sponda a est del fiume, mentre qui restavano gli ultimi, ai quali per sopravvivere non restava che il duro lavoro alla giornata nei primi cantieri navali importati dai maestri d’ascia olandesi, l’incognita capricciosa della pesca nel fiume, spesso anche il malaffare.

Fischerinsel
Foto di Stefano Comi

Il trasporto delle merci, le imprese artigianali legate alla regolamentazione della corrente fluviale, gli insediamenti che andavano via via crescendo sia sull’isola che sulla sponda opposta, mantenevano un’economia locale dalla quale ricavare qualche vantaggio; la costruzione delle barche in particolare e l’attività del porticciolo permisero anche qui lo sviluppo di un discreto benessere. Le strade vennero pavimentate, alle casupole si sostituirono case più decenti in muratura e anche questo angolo dell’isola sviluppò un proprio carattere, una propria vita, una singolare qualità caratterizzata dall’apertura di alcuni locali e luoghi d’incontro. Fra i più famosi vanno ricordati la Emerlerhaus, poi ricostruita sulla sponda a ovest lungo il Märkisches Ufer e il ristorante “Zum Nußbaum“, ricostruito, pare su ispirazione di disegni dell’epoca, nel centro del Nikolai Viertel. Certamente questo fu il periodo d’oro della Fischerinsel e, non senza periodi d’incertezza, arrivò quasi indenne fino al dopoguerra.

Fischerinsel
Foto di Stefano Comi

Nei primi anni cinquanta del secolo scorso si era dapprima pensato a un recupero del quartiere e dei numerosi edifici storici, ma due elementi furono decisivi per decretarne la condanna a morte. Il primo fu l’economia instabile della ex DDR e la penuria di materiale edilizio così indispensabile per attuare la politica di edilizia industriale tanto cara agli strateghi del Politbüro. Come secondo elemento si aggiunse la direttiva di trasformare Berlino est in una città moderna a misura d’automobile.

Fischerinsel
Foto di Stefano Comi

La parola passò alle ruspe che qui, di secoli di storia davvero popolare, fecero tabula rasa. Il risultato è visibile ancora oggi, sei palazzi di venti piani divisi da alcune macchie di verde, una piscina coperta per la ricreazione dei suoi abitanti, per lo più funzionari e burocrati del Partito e dei vari Ministeri, un ristorante dall’architettura futuristica, purtroppo abbattuto fra molte polemiche e proteste dopo la caduta del muro, l’asilo nido. A rendere muta testimonianza di un passato perduto per sempre resta qualche relitto di imbarcazione che ha sicuramente visto tempi migliori e che resta ancorato alla riva per risvegliare nostalgie e alimentare leggende di un lembo di terra una volta industrioso, multicolore, rumoroso e malandrino.

Fischerinsel
Foto di Stefano Comi

Se è vero che alcuni siti hanno un loro genius loci, le sponde della Fischerinsel, nascoste dalla vegetazione che ripara da occhi troppo indiscreti, sono uno di questi e percorrerle è un’esperienza da vivere in rispettoso silenzio.

Come arrivare alla Fischerinsel:
Da nord, Getraudestraße, Bus 200, 248, 265
Da sud, U2 Splittermarkt oppure Märkische Museum,
Bus 200, 248, 265.
In automobile è possibile trovare posto nei parcheggi del condominio: dalla Getraudestraße entrare nel quartiere e cercare un posto libero.
Buona passeggiata.

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