Autocertificazione per le persone transessuali: respinta al Bundestag

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Mercoledì 19 giugno sono state respinte al Bundestag due proposte di legge sull’autodeterminazione delle persone transessuali, presentate rispettivamente dai Verdi e dell’FDP e respinte quasi all’unanimità dalla coalizione di governo e dall’estrema destra. Entrambe le proposte miravano a superare l’attuale legge sul cambio legale di identità per le persone transessuali, che è in vigore dal 1980.

In entrambe le proposte era inoltre presente una sezione dedicata ai neonati intersessuali, ovvero a quei bambini che nascono con i caratteri sessuali primari non completamente riconducibili ai generi maschile o femminile e che quasi sempre vengono sottoposti a interventi chirurgici non necessari dal punto di vista della salute, ma volti ad allineare il corpo del neonato con un genere specifico. Tanto la proposta dell’FDP quanto quella dei verdi intendevano vietare gli interventi chirurgici non necessari per la salute nell’infanzia, demandando all’individuo, nella sua maturità, le decisioni sull’eventuale alterazione del proprio corpo.

Cosa prevede l’attuale legge sul cambio di identità per le persone transessuali

L’iter legale che una persona transessuale deve seguire oggi in Germania per ottenere il cambio di nome e di genere sui documenti è stabilito da una legge del 1980 e richiede la presentazione in tribunale di due relazioni psicologiche a supporto della richiesta. Si tratta di una procedura lunga e costosa (in media fra i 1500 e i 2000 Euro) che – come viene evidenziato nelle proposte di legge e sostenuto dalle persone transessuali che l’hanno intrapresa – carica di ulteriori difficoltà e umiliazioni un percorso di affermazione dell’identità personale spesso tutt’altro che semplice.

Cosa proponevano i Verdi e l’FDP

Le due proposte di legge, che erano sostanzialmente simili e che hanno visto i due partiti portare avanti la propria battaglia insieme, prevedevano invece la possibilità di ottenere il cambio di genere e di nome sui documenti tramite una semplice autocertificazione presso l’ufficio dell’anagrafe e l’obbligo per tutti gli altri enti che rilasciano documenti (come le assicurazioni sanitarie e le aziende che distribuiscono tesserini ai propri dipendenti) di adeguarsi ai dati registrati ufficialmente.

Nel caso della proposta dei Verdi, si specificava che tale diritto all’autodeterminazione sarebbe stato riconosciuto a partire dal compimento del quattordicesimo anno di età – età in cui, in Germania, si riconosce all’individuo anche la maturità religiosa e la responsabilità penale – anche indipendentemente dal parere dei genitori o tutori legali. Al di sotto dei 14 anni o per le persone sottoposte a tutela legale, invece, si sarebbe reso necessario il parere positivo del tutore.

Il voto dei gruppi parlamentari

La maggior parte dei deputati ha scelto di votare con il proprio gruppo parlamentare sulle proposte dei Verdi e dell’FDP, nonostante nelle scorse settimane l’opposizione avesse fatto pressione in particolare sull’SPD per ottenerne il supporto, nonostante il parere contrario della CDU/CSU. Secondo i cristiano democratici, in particolare, le due proposte andavano molto oltre l’obiettivo ed è per questo che i partiti di maggioranza, pur dichiarandosi in linea di principio favorevoli a discutere una modifica alla legge esistente, le hanno respinte.

Solo pochi deputati, di tutti gli schieramenti, hanno fatto scelte in controtendenza rispetto a quelle dei propri partiti. Alcune defezioni si sono registrate fra le file di Die Linke, che ha votato in maggioranza a favore di entrambe le proposte. Nelle file dell’FDP ha fatto scalpore il voto di Jens Brandenburg il quale, dopo essere stato attivamente coinvolto nella promozione della proposta di legge, ha votato contro e si è astenuto nel voto sulla mozione dei Verdi. Per contro, ha stupito il voto favorevole alla proposta dell’FDP dato da Andreas Bleck e Kay Gottschalk di AfD. Solo un membro della CDU/CSU, Michael Kiessling, ha votato a favore della proposta della FDP. La proposta dei Verdi è stata respinta all’unanimità dalla CDU/CSU.