Annalena Baerbock e l’odio onilne: minacce e fake news per la candidata dei Verdi

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Stefan Kaminski (photography), Annalena Baerbock (full rights of use), CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Annalena Baerbock è la donna più odiata della Germania, almeno online. A neanche un mese dalla sua nomina a candidata cancelliera dei Verdi e – si suppone – in virtù dei pronostici che vedono il suo partito fra i favoriti per le elezioni politiche di settembre, Baerbock è stata investita da un’ondata di attacchi in rete senza precedenti, fra fake news, bordate misogine, insulti personali e minacce.

Il responsabile della campagna elettorale dei Verdi Michael Kellner si dice preoccupato, dal momento che questo genere di attacchi, pur tutt’altro che nuovi per qualsiasi donna che occupi una posizione politica di rilievo, avrebbero raggiungo “una dimensione completamente nuova”. Inoltre, alla luce degli scandali che hanno accompagnato alcune delle più importanti elezioni a livello mondiale negli ultimi anni, cresce la preoccupazione per l’influenza che campagne denigratorie su larghissima scala possono avere sull’elettorato.


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La valanga di accuse, notizie false e commenti sessisti che ha travolto Baerbock a poche ore dalla sua nomina stupisce per la rapidità, più che per i contenuti. Si passa da commenti negativi sul suo aspetto alla pubblicazione di finte foto di nudo (che ritraggono in realtà una giovane pornostar russa dalla superficiale somiglianza con la candidata dei Verdi), fino alla diffusione di una sua presunta proposta di vietare ai tedeschi di tenere in casa animali domestici.

I pilastri dell’odio online, come si vede, fanno appello a un certo tipo di emozioni dalla miccia corta che possono fare presa facilmente sugli utenti meno accorti del web. La maggioranza tutt’altro che silenziosa che legge i titoli dei post e guarda le foto, ma raramente consulta un articolo e non si interessa mai alle fonti delle informazioni che riceve non chiede di meglio che poter ribadire alcuni semplici concetti: è legittimo denigrare una donna se il suo aspetto non corrisponde a un canone di avvenenza fisica comunemente stabilito, la cosa peggiore di cui si possa accusare una donna è di non essere casta e, ultimo ma non ultimo, il nemico, per qualche motivo, ce l’ha sempre con il mio gatto, il mio cane, il mio criceto. Si tratta di emozioni prive di complessità, che non necessitano di alcun approfondimento: il disprezzo per la “poco di buono” regala un piccolo brivido emotivo con la stessa rapidità dei grandi occhi di un cucciolo di labrador. Entrambi i contenuti vanno bene, quando si vuole dirigere l’odio dell’elettorato di scarsa alfabetizzazione digitale contro una candidata come Annalena Baerbock.

baerbock odio online

Naturalmente non stiamo assistendo a un fenomeno nuovo: secondo uno studio pubblicato a febbraio sul quotidiano Der Spiegel, il 69% delle donne presenti nel parlamento tedesco sono state vittime di attacchi misogini, di cui il 64% solo in forma di messaggi per lo più in rete e il 36% sotto forma di vere e proprie aggressioni personali oppure dirette a familiari, alla propria residenza o al proprio ufficio.

Se per alcuni questi numeri possono risultare sorprendenti, la maggior parte delle donne, specie se in posizioni professionali di preminenza o che implichino visibilità, sanno che l’odio online, specialmente collegato a contenuti di tipo sessuale, dall’insulto alla minaccia di violenza, è universalmente diffuso anche al di fuori della politica.

Baerbock è la nuova Merkel, ma fa ancora più paura all’estrema destra

Secondo l’esperto di comunicazione politica Johannes Hillje, Annalena Baerbock rappresenta l’obiettivo perfetto per gli ambienti della destra estrema, che sono chiaramente collegati agli attacchi da lei ricevuti online. In un certo senso rappresenta la nuova Merkel, ovvero una donna assertiva e di successo, con ottime possibilità di diventare cancelliera e con un’agenda diametralmente opposta a quella della destra su temi caldi come l’immigrazione. Essendo posizionata notevolmente più a sinistra di Merkel, inoltre, Baerbock riesce a incarnare ancora meglio lo stereotipo perfetto del “nemico”.

Al momento sono stati individuati due blocchi principali dai quali provengono i messaggi di odio e le fake news sulla candidata dei Verdi. Da un lato c’è l’estrema destra tedesca intrisa di teorie del complotto e vicina ai Querdenker, dall’altro un largo segmento di utenti russi o pro-Russia, che si concentrano sulle critiche mosse da Baerbock al governo di Mosca e sulle posizioni dei Verdi, che vorrebbero fermare la costruzione dello Stream 2, il gasdotto che dovrebbe collegare la Russia e la Germania.

Gerd Fahrenhorst, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons

È possibile combattere l’odio online e le fake news?

Gli strumenti “ufficiali” di contrasto della disinformazione e dell’odio in rete sono ancora palesemente insufficienti. Piattaforme come Twitter e Facebook stanno provando a implementare alcune misure di limitazione dei contenuti fuorvianti, razzisti o misogini, ma appare chiaro a qualsiasi utilizzatore dei social media che le maglie della rete sono ancora mal congegnate e spesso bloccano contenuti insignificanti lasciando passare violazioni macroscopiche. Tali misure, inoltre, nulla possono contro la diffusione di notizie false attraverso app come Telegram e Signal, che se da un lato brillano per la protezione della privacy degli utenti, dall’altro rendono più difficile il controllo sulla diffusione di contenuti che propagandano odio e discriminazione.


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In Germania, dal 2017, esiste il Netzwerkdurchsetzungsgesetz (NetzDG), conosciuto anche come Facebook Act, una legge che ha lo scopo specifico di combattere e sanzionare questo tipo di contenuti. Inoltre è in lavorazione una nuova legge che dovrebbe rendere più semplice identificare e perseguire chi diffonde odio online o false informazioni.

I dati e i numeri, tuttavia, raccontano una storia ben precisa sull’efficacia di tutte queste misure. Proprio in virtù di questi risultati tutt’altro che incoraggianti, i Verdi hanno incoraggiato gli utenti della rete a esercitare spirito critico e consapevolezza, come uniche armi per contrastare i tentativi di manipolazione.

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