“Triage in Germania: sicuramente”. Preoccupato il presidente dell’Associazione Medica Mondiale

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Von Kasa Fue - Eigenes Werk, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=79168912

Unità di terapia intensiva, triage, gestione dell’emergenza ospedaliera. In questi giorni, in Germania, il numero di contagi continua a salire molte sono le riflessioni relative all’impatto che tutto questo sta avendo sul sistema sanitario.


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Questo dibattito in realtà, sta già andando avanti da settimane. Anche Il Mitte ha già parlato più volte dell’aumento del numero di pazienti nelle terapie intensive, nel corso di questa terza ondata di Coronavirus. Ma ne parlano da tempo anche la stampa tedesca, e ne hanno parlato anche il presidente del Robert Koch Institut, Lothar Wieler, e il presidente dell’Associazione interdisciplinare tedesca per la cura intensiva e la medicina d’emergenza (Divi), Gernot Marx. Ma ne ha parlato anche il ministro della salute tedesco Jens Spahn, paventando il collasso del sistema sanitario entro aprile, se i numeri continuano a salire.

Il triage sarà sicuramente utilizzato

Anche Frank Ulrich Montgomery, il presidente dell’Associazione Medica Mondiale, ha parlato di un’escalation della situazione degli ospedali tedeschi. “Ci stiamo trovando, in questo momento, a gestire contagi che hanno avuto luogo quattro settimane fa” ha dichiarato sabato al Passauer Neue Presse. Montgomery ha parlato di una tale escalation della situazione degli ospedali tedeschi da far supporre che in meno di due settimane non ci saranno più letti liberi nelle unità di terapia intensiva, se i numeri continueranno a crescere.

Montgomery ha anche aggiunto che in questo caso “Il triage tornerà sicuramente in gioco“. Questo significa che, in presenza di un grande afflusso di persone e date le limitate risorse disponibili, i medici dovranno decidere chi aiutare per primo. Una scelta dall’impatto sicuramente molto pesante. “Siamo stati molto grati che il triage non sia stato necessario nelle prime due ondate. Ma ora è possibile che si verificheranno situazioni in cui verrà utilizzato” ha dichiarato Montgomery, aggiungendo che le cliniche dovranno prepararsi a “un assalto”.


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Intanto la Charitè di Berlino, il più grande ospedale universitario d’Europa, ha annunciato che aumenterà ulteriormente il numero di dipendenti nelle aree Covid19, nel corso della prossima settimana, e che ridurrà il numero di procedure programmate.