L’universo degli Italiani in Germania: Intervista ad un ingegnere spaziale in Assia

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Al quinto posto nella classifica del numero di stranieri in Germania ci sono gli Italiani. Di questi, molti sono professionisti con alle spalle un percorso di studi effettuato in Italia e conclusosi con un master o un dottorato.

Ma cosa fanno questi giovani dottori in Germania e quali prospettive offre questa nazione? Questa settimana vi raccontiamo la storia del giovane Luca Mercurio, 26enne ingegnere spaziale a Darmstadt.

di Arianna Zapelloni Pavia

Di dove sei originario e di cosa ti occupi?

Vengo da un Paese vicino a Benevento. A 18 anni mi sono trasferito a Milano per studiare Ingegneria Aereospaziale (Laurea Triennale) e Space Engeneering (Laurea Specialistica) al Politecnico di Milano. Mi sono laureato nel 2019 e avendo trovato lavoro ancora prima di laurearmi mi sono trasferito immediatamente in Germania.


Mercurio

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Cosa ti ha portato in Germania?

Mi piace raccontare che sia stata la Germania a scegliere me più che io a scegliere la Germania. La mia idea era quella di andare a lavorare all’estero per fare un’esperienza di vita con l’intenzione di tornare in Italia un giorno.

Negli ultimi giorni al Politecnico ho partecipato ad un Career Day dove numerose aziende si sono presentate agli studenti e offerto loro la possibilità di lasciare il curriculum. Ho lasciato il mio a Terma, la mia attuale azienda ed eccomi qui da ormai un anno e mezzo.

La sala di controllo principale dell’ESA presso il Centro europeo per le operazioni spaziali (ESOC), a Darmstadt, Germania. By European Space Agency – ESOC flickr, Credit: ESA – Jürgen Mai, CC BY-SA 3.0 igo, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=36743173

Cosa distingue la Germania nell’ambito della ricerca spaziale?

Rispetto ad altre nazioni europee in Germania a Darmstadt ha sede da circa 60 anni il centro operativo dell’ESA, European Space Operations Centre (ESOC).

Qui vengono controllati tutti i satelliti in orbita e chi vi lavora può controllare lo stato delle missioni, il moto dei satelliti e le loro condizioni. Il fatto che la mia agenzia abbia stretti contatti con l’ESOC è stato un grande incentivo alla scelta di trasferirsi in Germania.

La sede dell’ESOC, a Darmstadt, con cui l’ingegnere spaziale Luca Mercurio ha stretti contatti professionali. By Christian Weickhmann – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=50559168

Di cosa si occupa in particolare la tua agenzia?

Prima di lanciare un satellite nello spazio, è fondamentale esaminarne il comportamento. Nella mia agenzia ci occupiamo di creare codici di simulazione (implementando in C++, Java Script e Python) che ci permettono di testare preventivamente il comportamento di un satellite nello spazio.

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Per prima cosa riceviamo i documenti contenenti informazioni su come verrà costruito un satellite e lo implementiamo dal punto di vista informatico in modo da creare un simulatore, una sorta di videogames, che rispecchia in pieno quello che sarà il comportamento del satellite in orbita.

In questo modo l’ESA può fare tutti i test necessari allo studio del periodo di vita del payload (tutto ciò che viene portato nello spazio attraverso l’utilizzo di un lanciatore) e se necessario apportare delle modifiche.

All’ESOC ricevono il primo segnale dalla sonda spaziale Rosetta. By ESA – Jürgen Mai – ESA flickr stream: “Signal received from Rosetta”, Credit: ESA – Jürgen Mai, CC BY-SA 3.0 igo, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=36743147

Quale è il tuo sogno come ingegnere spaziale?

Forse è una risposta banale ma il mio sogno è quello di diventare astronauta. In Italia una carriera come astronauta è stata a lungo di nicchia e riservata ai militari, ma adesso i tempi sembra stiano cambiando.

Nel 2021, l’ESA ha aperto la candidatura per la selezione di 4 nuovi astronauti e lanciato un concorso per lo studio di fattibilità “Parastronauta”, durante il quale saranno selezionati astronaute e astronauti con disabilità fisiche specifiche.

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Quali risultati vorresti che l’esplorazione spaziale portasse in futuro?

A breve termine sicuramente riuscire a portare il primo uomo su Marte. Il viaggio su questo pianeta con equipaggio è una sfida enorme.

A causa della distanza tra Terra e Marte di oltre 450 milioni di km, una missione sarebbe più rischiosa e più costosa di quelle che portarono l’uomo sulla Luna. Dovrebbero essere preparate scorte e carburante per un viaggio di 2-3 anni e il veicolo spaziale dovrà possedere degli scudi per proteggere dalla radiazione solare.

 

Prima immagine acquisita il 28 febbraio 2021, pochi istanti dopo l’atterraggio del Perseverance, di cui l’ingegnere spaziale Luca Mercurio parla nell’intervista. By NASA’s Jet Propulsion Laboratory – https://mars.nasa.gov/resources/25596/perseverance-rovers-first-image-from-mars/, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=100043129

Uno degli ultimi rover inviati dalla Nasa su Marte nel 2020 e atterrato a febbraio del 2021, il Perseverance, sta raccogliendo campioni di roccia e di suolo marziano per le prossime generazioni di scienziati e testerà tecnologie vitali per le missioni nello Spazio profondo.

Perseverance ha infatti trasportato al suo interno durante il viaggio l’elicottero Ingenuity, progettato per testare il volo. Sarebbe quindi il primo tentativo di effettuare un volo controllato su un altro pianeta. Considerando che in campo spaziale si può iniziare una missione e non vederne mai la fine, spero di esserci quando atterreremo su Marte!

L’elicottero “Ingenuity”, visto dal rover Perseverance. Di Nasa – https://mars.nasa.gov/mars2020/multimedia/raw-images/SI1_0046_0671022109_238ECM_N0031416SRLC07021_000085J, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=103218073

Come è avvenuta la tua integrazione in una realtà locale fondamentalmente diversa da quella italiana?

Agevolata dalla mia azienda. Lavorando con agenzie europee la lingua principale è l’inglese. Pur non conoscendo ancora il tedesco, non ho di conseguenza avuto problemi di comunicazione all’interno del mio team di lavoro.

Da un punto di vista più generale l’integrazione in Germania è pero difficile senza la conoscenza del tedesco. Seppur i tedeschi parlino inglese, la maggior parte preferisce parlare la propria lingua piuttosto che l’inglese, un po’ come avviene in Italia d’altronde. Per questo motivo, uno dei miei work in progress è proprio lo studio del tedesco.

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