Via libera ad Astrazeneca: in Germania si riprende a vaccinare

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Via libera ad Astrazeneca
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L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha deciso di dare il via libera ad Astrazeneca e continuare ad approvare il vaccino anglo-svedese in Europa. L’annuncio pubblico è arrivato ieri e la motivazione della pronuncia è che i benefici del vaccino supererebbero di gran lunga i rischi. Lo conferma il Direttore Esecutivo dell’EMA Emer Cooke.


scelta del vaccino

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Stop alla sospensione

Lunedì la Germania, come altri Paesi Europei, aveva interrotto le vaccinazioni con Astrazeneca dopo il verificarsi di una serie di episodi di trombosi cerebrali. In base agli studi pare che il rischio sia più alto nelle giovani donne, anche se una conclusione di questo tipo è prematura e le indagini in questo senso proseguono, anche in generale.

L’EMA comunque ha dichiarato che “i benefici del vaccino sono nettamente superiori ai rischi” e la sua commissione di sicurezza “non ha trovato prova di problemi di qualità o sui lotti“.

Il rischio di rare trombosi dunque, secondo Cooke, sarebbe incluso tra i possibili effetti collaterali. Non si può ancora escludere, quindi, una connessione trombosi cerebrali e vaccinazioni, anche se le indagini continuano, sia nel senso di accertare tale connessione, sia nel senso di prevenire episodi di questo tipo.

Via libera ad Astrazeneca: il parere dell’OMS

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ribadito che sta continuando a indagare sulla sicurezza del vaccino, ma ha anche raccomandato che le vaccinazioni continuino, perché allo stato attuale della situazione, i benefici superano i rischi.

Germania: le dichiarazioni del ministro Jens Spahn

Il ministro tedesco della salute Jens Spahn ha dichiarato ieri che spera di poter riprendere le vaccinazioni in Germania sin da oggi. Ha aggiunto anche che la sospensione è stata necessaria per ottenere delle certezze, ma che la pronuncia dell’EMA dimostra che i cittadini possano fidarsi dei controlli effettuati.

La “vaccinazione informata” è tuttavia importante. In questo senso potrebbe essere inserita nei bugiardini la menzione di un fattore rischio per le donne sotto i 55 anni. Per il momento, i medici potrebbero anche aggiungere queste informazioni a mano.

Il presidente dell’Istituto Paul Ehrlich (PEI), Klaus Cichutek, ha dichiarato: “È stato chiarito che questo è un evento molto raro e che in questo senso le vaccinazioni continuano ad avere un profilo rischio-beneficio positivo. Di conseguenza si può continuare a vaccinare”.