Test obbligatori e home office: cosa cambia per i datori di lavoro a Berlino

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Fra le misure che il Senato di Berlino metterà in atto da mercoledì, per fronteggiare l’incidenza crescente della pandemia, ce ne sono alcune che riguardano specificamente i datori di lavoro e le misure che le aziende sono tenute ad adottare per proteggere i propri dipendenti. Il problema, secondo il sindaco Michael Müller (SPD), è che l’incrociarsi dei contatti sul luogo di lavoro con quelli non protetti che avvengono in casa è una fonte di contagio estremamente pericolosa.

I test giocano un ruolo chiave in questa fase, come strumento per bloccare sul nascere possibili focolai ed è per questo che il loro impiego sarà notevolmente esteso.


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Gli obblighi dei datori di lavoro

Le aziende saranno obbligate a offrire ai loro dipendenti due test Covid alla settimana. Non sussiste, tuttavia, un obbligo per i dipendenti di sottoporsi a tali test. Inoltre il Senato ha deciso una riduzione obbligatoria del lavoro in presenza. Negli uffici, il 50% delle postazioni dovranno essere lasciate vuote, favorendo il più possibile l’home office nelle attività con cui questa modalità di lavoro è compatibile, con un opportuno sistema di rotazione dei turni, soprattutto negli uffici nei quali i dipendenti lavorano in open space.

La regola si applica sia alle aziende private che agli uffici pubblici, ma in molti hanno notato come l’amministrazione della Città Stato di Berlino non brilli per capacità di gestire il lavoro in remoto. Sembra proprio il settore pubblico, infatti, il più ancorato alle logiche tradizionali del lavoro.

Non dovranno invece rispettare le nuove regole sull’home office quelle attività che richiedono necessariamente il contatto con i clienti o con i pazienti, il monitoraggio di siti e strutture, l’amministrazione della giustizia, la gestione dei servizi di emergenza e alcuni altri ambiti della pubblica amministrazione.


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