Berlino, chiusi scuole, bar, pub e locali. Limitato il trasporto pubblico

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Photo by Jorge Franganillo

In considerazione del crescente numero di contagiati dal Coronavirus a Berlino (158 persone secondo la conta di oggi, le scuole e gli asili chiuderanno gradualmente da metà della prossima settimana.

Lo ha annunciato il sindaco Michael Müller, che dopo aver espresso qualche giorno fa posizioni flessibili sulle misure restrittive consigliate dal governo centrale, sembra avere ormai accettato la necessità di ridurre le interazioni sociali in città.

Ma non sono solo le scuole, a chiudere, come ricordato anche nei giorni scorsi. I provvedimenti per evitare la diffusione del Coronavirus a Berlino stanno diventando sempre più rigidi: chiuse tutte le istituzioni culturali di proprietà statale, inclusi musei, biblioteche, teatri e sale da concerto. La Fondazione del patrimonio culturale prussiano ha annunciato misure analoghe relativamente alle sue istituzioni, in primis per quanto concerne l’Isola dei musei.

A metà della prossima settimana chiuderanno anche bar, pub, kneipe e club, mentre il sindaco Müller ha garantito il mantenimento delle aree legate alla gastronomia. Vietati inoltre eventi, incontri, fiere e congressi.

Anche le università di Berlino stanno rafforzando le loro misure per contenere e contrastare la diffusione del Coronavirus. Tutte le biblioteche stanno chiudendo e così le caffetterie e i musei delle istituzioni scientifiche.

Per quanto riguarda gli esami, sono possibili esami orali per un massimo di otto studenti, in stanze sufficientemente grandi e rispettando il criterio dei due metri di distanza.

Anche il trasporto pubblico a Berlino sarà limitato. L’obiettivo è limitare il più possibile la vita pubblica e i contatti sociali. Müller ha parlato della necessità di praticare uno “sforzo congiunto” e ha chiesto ai berlinesi la comprensione delle misure adottate. Ha parlato anche della possibilità che il tiro possa essere aggiustato di giorno in giorno e di settimana in settimana, considerando che “Abbiamo una crisi da affrontare” che non sarà risolta nell’immediato futuro.