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Berlino, è guerra tra SPD e Verdi. Attacchi, accuse e spunta un documento

Dopo le nuove elezioni a Berlino, si esplorano possibili accordi di coalizione e il valzer delle ipotesi si è trasformato rapidamente in un incontro di boxe. Dopo l’apertura dell’SPD verso la CDU, l’attuale coalizione rosso-rosso-verde è agitata da pesanti tensioni interne e a scontrarsi, al momento, sono soprattutto SPD e Verdi.

Tutto è iniziato con una serie di accuse mosse dai socialdemocratici all’indirizzo del partito di Bettina Jarasch. I Verdi hanno risposto accusando a loro volta i socialdemocratici di mentire e pubblicando, come prova, un documento interno di fact-checking, a disposizione di BZ e rilanciato in seguito anche da Business Insider.


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Guerra Verdi-SPD a Berlino: le accuse dei socialdemocratici

Nello specifico, i socialdemocratici hanno accusato i Verdi di aver messo in discussione l’attuale accordo di coalizione, di non essere disposti a continuare l’esperimento del biglietto a 9 euro, di contrastare l’estensione della metropolitana e di ostacolare la formazione di nuovi insegnanti.

I Verdi respingono le accuse al mittente e nel documento prodotto controbattono a tutte le questioni sollevate dall’SPD. A proposito delle accuse di aver ostacolato l’attuale accordo di coalizione, i Verdi hanno ribadito che, nei colloqui esplorativi, era già stato concordato che sarebbe rimasto in vigore. “È però vero che noi Verdi abbiamo sempre sottolineato la fattibilità e la sostenibilità finanziaria dei progetti” hanno precisato.

Bettina Jarasch nero-verde
Bettina Jarasch (Verdi).
Foto: Dominik Butzmann

Nel documento si dichiara inoltre che, contrariamente a quanto sostenuto dall’SPD, i Verdi si sono sempre espressi a favore del mantenimento del ticket di 9 euro. “Nel farlo, però, abbiamo voluto basarci sulle norme del governo federale, per non creare un secondo sistema in parallelo” hanno spiegato.

Il partito di Bettina Jarasch sconfessa anche il fatto di aver tentato di ostacolare l’estensione della metro e conferma il compromesso raggiunto relativamente al prolungamento della U3, della U7 (verso il BER e Heerstraße Nord), della U2 (verso Pankow-Kirche) e della U8 (verso il Märkisches Viertel). “La questione è stata risolta” si chiarisce.

A proposito della carenza di insegnanti, invece, i Verdi sostengono che non basti aumentarne il numero, perché il vero problema è che non ci sono abbastanza studenti. Come esempio, ricordano che, nel 2021, ci sono state solo 2600 domande per i 3300 posti disponibili.

La bordata del capogruppo dei Verdi in Parlamento

Come se non bastasse, è arrivata anche la bordata su Twitter del capogruppo del partito in parlamento, Werner Graf. Graf ha infatti scritto: “Divertente: durante i colloqui esplorativi con l’SPD abbiamo dovuto aggiungere il tema degli affari sociali – l’SPD lo aveva dimenticato all’ordine del giorno”.

Martens e Ghirmai: “Dall’SPD ragioni grottesche e assurde per giustificare il cambio di rotta”

A mezzogiorno di venerdì, invece, i due leader del Land, Susanne Mertens e Philmon Ghirmai, hanno annunciato di aver: “sperimentato colloqui affidabili e fiduciosi, soprattutto con la CDU”. Affidando le loro considerazioni a un comunicato stampa, Mertens e Ghirmai hanno rincarato la dose dichiarando che l’SPD ha “evidentemente difficoltà a trovare motivi plausibili per il suo cambio di rotta, altrimenti non tirerebbe per i capelli ragioni grottesche e assurde”.

Sempre nel comunicato si legge che il problema non è la “mancanza di ponti” tra le tre parti coinvolte, ma “la mancata volontà dell’SPD di Franziska Giffey di intraprendere una nuova partenza, di cui la città ha così urgentemente bisogno, e di lavorare insieme in modo equo e in collaborazione, all’interno coalizione”. Per il momento, insomma, tra rossi e verdi sembra essere davvero guerra aperta.

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