Investigazioni 5.0: con il prefetto Vittorio Rizzi e dirigenti di BKA e BPOL. Moderazione di Lucia Conti

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Lunedì 18 marzo, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino, si è tenuto un incontro intitolato “La criminalità organizzata e globalizzata. Le nuove sfide e le investigazioni 5.0“.

L’evento, che si è svolto davanti a un pubblico numeroso e attento, ha riunito figure apicali delle forze di sicurezza italiane e tedesche,  nonché esponenti della società civile e del giornalismo di inchiesta, è stato moderato da Lucia Conti, co-editrice de “Il Mitte”. È stato inoltre preceduto dai saluti della Direttrice dell’ICC, la Prof.ssa Maria Carolina Foi, del Ministro Plenipotenziario Luigi Estero, Vice Capo Missione dell’Ambasciata, e del Segretario nazionale dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, Enzo Marco Letizia.

Nella seconda parte dell’evento, Conti ha inoltre approfondito diversi temi chiave con il prefetto Vittorio Rizzi, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie.


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“La criminalità organizzata e globalizzata. Le nuove sfide e le investigazioni 5.0”: importante evento all’IIC

Quello che si è tenuto lunedì non è stato solo un semplice convegno, ma un vero e proprio “think tank” dedicato all’analisi e alle strategie di reazione contro gli attacchi del mondo criminale.

Il prefetto Vittorio Rizzi è uno degli esponenti più di spicco del panorama investigativo italiano. Nella sua lunga carriera, tra le altre cose, ha condotto indagini contro la criminalità organizzata e transnazionale e contro il terrorismo, è esperto di investigazioni sulle piattaforme di comunicazioni criptate e insieme alla docente di psicologia Anna M. Giannini ha curato un importante manuale uscito da poco, intitolato “Investigare 5.0. Criminologia e criminalistica. Viaggio nel mondo delle indagini”.

Thorsten Kunst (BKA) mostra il dettaglio di un elefante, per spiegare come il crimine globalizzato possa essere visto e contrastato solo ampliando il “campo visivo”.

Tecnologia, piattaforme criptate, cybertrappole, criminologia e criminalistica

Nell’interazione con Lucia Conti, Rizzi ha fatto emergere diverse considerazioni chiave sulle tecniche investigative attuali. Intanto, è stato ribadito il ruolo centrale della tecnologia, che progredisce sempre di più e porta crimine e anticrimine a confrontarsi su questo terreno. Si è parlato di piattaforme criptate, su cui ormai si muovono con disinvoltura le organizzazioni criminali di tutto il mondo, di cybertrappole, con cui le forze dell’ordine contrattaccano, e in generale di un progresso tecnologico talmente rapido da produrre da un lato un fenomeno di anomia, cioè di assenza di leggi in grado di regolare nuove fattispecie, e dall’altro l’obsolescenza rapida degli strumenti utilizzati. Questo rende indispensabile un elevato livello di formazione e specializzazione, da parte degli investigatori.

Si è parlato inoltre di criminalità globalizzata e di inevitabile cooperazione internazionale, perché se le organizzazioni illecite hanno una dimensione transnazionale, possono essere incalzate solo da forze di polizia in grado di coordinarsi a livello globale, in modo sempre più efficace.

Mathias Schaef (BPOL) illustra le rotte che governano il traffico di migranti in Europa.

Il dialogo con il prefetto, tuttavia, non ha toccato solo aspetti tecnici, ma anche giuridici e filosofici. A questo proposito è stata affrontata anche la distinzione tra criminologia e criminalistica, si è parlato di Cesare Beccaria, di diritti fondamentali, di approccio umanistico alle investigazioni e della dedica “Alle vittime che non hanno ricevuto giustizia”, contenuta nel manuale e divenuta spunto per una riflessione sulla percezione della vittima da parte del nostro ordinamento.

Nel corso dell’evento sono intervenuti anche alti esponenti delle forze di sicurezza tedesche. Thorsten Kunst, Capo dell’Ufficio Centrale Nazionale dell’Interpol del Bundeskriminalamt, ha condiviso con il pubblico la sua conoscenza delle reti criminali e delle strategie per contrastarle, sottolineando l’importanza della ricerca e dell’attività di analisi. Mathias Schaef, Direttore del Dipartimento Anticrimine della Bundespolizei, ha parlato invece di come la polizia federale contrasta il traffico di migranti. Sandro Mattioli, giornalista di inchiesta e presidente dell’associazione MafiaNeinDanke, ha parlato infine delle mafie in Germania, svolgendo quell’attività di advocacy che da anni è lo scopo principale della sua associazione.

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