Scoperto un’antico luogo di culto romanico su un’isola in Baviera

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Veduta aerea della Fraueninsel Foto: Carsten Steger, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Una scoperta di notevole importanza archeologica è stata fatta, in Germania, da un team di geofisici, durante le misurazioni radar di un terreno. Siamo sulla Fraueninsel, un’isola nel lago Chiemsee, in Baviera, che è celebre per il suo storico monastero, fondato nel 782. Gli scienziati hanno rinvenuto qui le fondamenta di quello che sembra essere un edificio romanico, probabilmente un luogo di culto. Questo sito sacro, che si ipotizza possa essere risalire a oltre un millennio fa, potrebbe rappresentare un ritrovamento di straordinaria rilevanza storica: si ritiene infatti che si tratti della tomba della Beata Irmengarda, una badessa che visse nel IX secolo.

L’edificio scoperto, che ha un diametro di 19 metri, è strategicamente posizionato nel punto più elevato dell’isola, suggerendo la sua possibile importanza durante il periodo in cui fu edificato. La rivelazione di questa struttura ha suscitato grande entusiasmo tra gli esperti di storia dell’arte e archeologia, compreso il ministro bavarese dell’Arte e della Cultura, Markus Blume, che ha descritto il ritrovamento come sensazionale, oltre che raro, dal momento che l’area a nord delle Alpi è generalmente povera di tali reperti.

L’edificio romanico potrebbe essere collegato al monastero e alla Beata Irmengarda

Per secoli, la Fraueninsel è stata dominata dalla presenza dell’Abbazia di Frauenwörth, un luogo di culto e di vita monastica. La Beata Irmengarda, che era figlia del re Ludovico il Tedesco e pronipote del grande imperatore Carlo Magno, fu sepolta nella propria abbazia nell’anno 866. La sua sepoltura in questo luogo potrebbe aver giocato un ruolo cruciale nella storia dell’isola e del monastero, contribuendo a consolidare la loro importanza religiosa e culturale.

Tra il 1001 e il 1020, la tomba di Irmengarda fu aperta per trasferire le sue reliquie, un evento che potrebbe aver portato alla costruzione di un edificio commemorativo aggiuntivo, destinato ad accogliere i pellegrini che giungevano sull’isola per venerare la santa. Questa circostanza potrebbe fornire una spiegazione plausibile per la presenza dell’edificio romanico appena scoperto, che fino ad ora era rimasto nascosto alla conoscenza degli storici.


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Il monastero e la chiesa

Lo sviluppo edilizio del monastero di per sé è stato ben studiato. Dell’edificio centrale, invece, non si sa molto, poiché non compare né negli scritti né nelle mappe storiche. Si sapeva che nell’area del sito esisteva la chiesa di San Martino, appartenente al monastero e documentata per la prima volta nel 1393 e poi demolita nel 1803. Tuttavia, il fatto che ci fosse un edificio precedente più antico è stata una grande sorpresa tanto per le autorità quanto per gli studiosi.

Attualmente, i dati relativi a questa scoperta sono in fase di raccolta e saranno sottoposti a un’approfondita valutazione e analisi scientifica. L’obiettivo principale è quello di trovare risposte concrete alle numerose domande che ancora circondano il ritrovamento. Gli studiosi sperano che questa scoperta possa aprire nuove prospettive sulla storia dell’isola e del monastero, oltre a fornire dettagli più precisi sulla vita e la morte della Beata Ermengarda.

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