Fuori dal ring, visitare Cottbus. Berlino Explorer consiglia

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Cottbus, Biblioteca del Politecnico del Brandeburgo. Foto di Zuleika Munizza

Fuori dal Ring, una rubrica a cura di Zuleika Munizza – Berlino Explorer

Cari lettori, siamo felici di offrirvi una serie di articoli con consigli e spunti per passare una o più giornate “fuori dal Ring”, dove il Ring è l’anello ferroviario che circonda Berlino e identifica quindi il cuore della città. Insomma, vi proponiamo delle belle “gite fuori porta” e una serie di idee originali su come trascorrere un giorno o un weekend lungo in aree vicine a Berlino, che risultino interessanti da un punto di vista architettonico, storico e naturalistico.

Non sempre siamo a conoscenza delle bellezze che possiamo trovare a un raggio di pochi chilometri e a volte lo stupore è letteralmente dietro l’angolo e quando non lo è possiamo sfruttare al meglio il Deutschlandticket! Per fortuna, c’è Zuleika Munizza, di Berlino Explorer, che è sempre generosa nel condividere con tutti noi e voi i risultati delle sue esplorazioni!


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Alla scoperta di Cottbus

Oggi vi proponiamo un viaggio nella storia di Cottbus attraverso l’archeologia industriale, dalle tracce ancora visibili della città socialista, fino ai nuovi progetti di architettura contemporanea.

La città ha un pittoresco centro storico con porte medievali, torri e case barocche ed è situata nel mezzo della bellissima riserva naturale dello Spreewald.

La piazza del mercato vecchio, originariamente circondato da case a graticcio, si presenta oggi con un insieme di case del barocco sassone e classiciste del XIX secolo.

Divenuto un importante polo industriale, con ramo predominante nella manifattura di lana e tappeti, la città ha visto lo sviluppo di oltre cento fabbriche tessili, che hanno portato in città 6.000 operai, i nuovi abitanti di Cottbus.

Un luogo ideale per un tour dedicato all’archeologia industriale

Un nutrito elenco di ex attività produttive permetterebbe di organizzare un tour a Cottbus dedicato solo all’archeologia industriale, nonché ai progetti che mantengono in vita le relative e bellissime strutture.

Nel quartiere di Ostrow, ad esempio, è ancora visibile un imponente complesso edilizio di fine ‘800, primo esperimento edile in acciaio e cemento armato, con decorazioni stile gotico in mattoni rossi di clinker.

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Cottbus, Enke Fabrik. Foto scattata da Zuleika Munizza

La fabbrica Enke, grande stamperia chiusa solo dopo aver rifornito, durante la DDR, l’intera Germania est, è oggi un rinnovato complesso residenziale, con loft in stile industriale.

Diesel Kraftwerk: la centrale elettrica

Passeggiando nel centro di Cottbus, sulla verde Mühleninsel, ci si imbatte inoltre nella Diesel Kraftwerk, centrale elettrica diesel, con elementi decorativi espressionisti e della nuova oggettività tipica degli anni ‘20.

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Cottbus. Dieselwerk. Foto scattata da Zuleika Munizza durante un’esplorazione urbana, nel 2013

Il concept del complesso industriale è stato ideato da Werner Issel, progettista, insieme all’architetto W. Klingenberg, di una delle più imponenti centrali elettriche a Berlino, la centrale di Rummelsburg.

Cottbus. Dieselwerk. Foto scattata da Zuleika Munizza durante un’esplorazione urbana, nel 2013

Recuperata magistralmente, la centrale elettrica di Cottbus, ospita una delle sedi del museo di arte moderna del Brandeburgo, la BLMK.

 

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Cottbus. Dieselwerk. Foto scattata da Zuleika Munizza durante l’esplorazione urbana, nel 2013

Il teatro cittadino “salvato” dai cittadini

La fiorente industria tessile ha rafforzato la posizione economica e politica della borghesia di Cottbus, che ha investito molto sulla cultura. All’inizio del XX secolo, il consiglio comunale ha deciso di costruire un teatro cittadino, proprio per rappresentare questa posizione.

Lo Staatstheater, opera del tardo Jugendstil secessionista, è il risultato più maturo dell’architetto berlinese B. Sehring. Durante il secondo conflitto mondiale è servito come deposito di munizioni e alla fine della guerra è stato salvato dalla demolizione per volontà dei cittadini.

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Cottbus, Stadttheater. Foto di Zuleika Munizza

Un altro bellissimo edificio dello stesso periodo e ugualmente dedicato alla cultura è il Weltspiegel, il più antico cinema del Brandeburgo, ancora in uso dal 1911.

Il portale convesso, con i suoi elementi decorativi di teste di ariete e putti scultorei sulla facciata, trasmette ancora la straordinaria importanza dell’edificio. All’interno, sia il salone con il soffitto a cassettoni, interamente dipinto d’oro, che l’ampia scalinata in stile liberty, testimoniano il nascente e lussuoso arredamento dell’inizio del secolo scorso.

Dalla Stadt Promenade al Blechen-Carré

Un raid aereo americano nel ‘45, ha distrutto gran parte della città, che ha visto rifiorire il centro solo negli anni ’70, con un imponente progetto di sviluppo urbano della Stadt Promenade. A dare impulso al rilancio del centro, un insieme di grattacieli residenziali e servizi, il municipio, la biblioteca, diversi bar, ristoranti e grandi magazzini.

La Stadt Promenade ha radicalmente cambiato volto dopo la fine della DDR. Dopo la riunificazione, infatti, nonostante le aspre resistenze dei conservazionisti, si è deciso di cedere il passo al nuovo. Molti degli elementi socialisti, eccezion fatta per gli edifici abitativi, per fortuna, sono stati sostituiti da una grande area residenziale e commerciale, il Blechen-Carré.

Come spesso è accaduto nelle città della ex DDR, si è trattato di una scelta dichiaratamente politica. Peraltro, il ritardo nel completamento della seconda fase del progetto, ha creato aspre polemiche tra i residenti, che da anni chiedono a gran voce la fine dei lavori, per poter tornare a vivere una parte di città che è da tempo solo un cantiere.

Intanto sono stati spazzati via tutti gli importanti e riconoscibili elementi architettonici di stampo socialista, come i padiglioni sede della discoteca, del bowling e del bar, solo per cancellare tracce di un passato che non si elimina con un colpo di ruspa.

La fine dell’iconico Bar Kosmos e le tracce ancora visibili degli anni ’70

Stessa sorte è toccato all’iconico Bar Kosmos, chiamato dagli abitanti Sternchen, Asterisco, per la sua accattivante struttura con il tetto di travi d’acciaio a parabola, collegate a una campata di legno. Un progetto futuristico, per l’epoca, che porta la firma di G.Wessel, J.Streitparth e G.Pöschel. È nel disegno di edifici non convenzionali, nei nuovi centri, che gli architetti della Germania est si sono espressi, mettendo in gioco il loro estro creativo e dando vita a luoghi di socialità divenuti iconici, quando attori e musicisti di spicco si incontravano nell’edificio a forma di stella, con il suo corpo vetrato a sei punte e il tetto a parabola.

Elementi davvero particolari, questi, che possiamo ancora riconoscere nel Caffè Seerose a Potsdam e nel Teepot, a Rostock, ma non più a Berlino, che ha revocato la protezione dei monumenti anche per il grande ristorante Ahornblatt, vicino a Fischerinsel.

Rimangono nonostante tutto, ancora tracce palpabili dell’atmosfera degli anni ‘70. A ben guardare, a testimoniare il recente passato di Cottbus tra omologati edifici commerciali e banali pareti vetrate, spunta imponente la Stadthalle, progetto del ‘75 e sala eventi ancora in funzione, nonché le decorazioni murali sugli edifici residenziali.

Una biblioteca senza spigoli, dal “flusso ininterrotto”

Per finire, vi segnaliamo un elemento di architettura contemporanea molto particolare. Cottbus è infatti una delle sedi del Politecnico del Brandeburgo, fondata nel ‘91 come prosecuzione della scuola di ingegneria durante la DDR. Come città universitaria, si è dotata di un biblioteca disegnata da Herzog & de Meuron, studio di architetti svizzeri che hanno firmato anche il nuovo quartiere Am Tacheles e il Museo d’arte del ‘900.

Cottbus, Biblioteca del Politecnico del Brandeburgo. Foto di Zuleika Munizza

Di forma organica, risultato dello studio dei diversi flussi di movimento funzionali, la struttura appare estranea al paesaggio, senza spigoli e segue un’unica linea continua, come un flusso ininterrotto. La facciata è uniformemente trattata con stampa su vetro, un velo bianco sul quale sono impressi testi in lingue e alfabeti di tutto il mondo, che sovrapposti in più livelli risultano illeggibili.

Il disegno in pianta consente la creazione di sale di lettura di dimensioni differenti in un unico spazio interno connesso, un continuum spaziale. Gli interni vedono predominare colori accesi intorno all’ampia scala a chiocciola che collega l’intera struttura, colorata in rosso magenta e verde brillante. Un vero e proprio oggetto scultoreo.

Buon giro e Viel Spaß!

Come arrivare a Cottbus

Treno Regionale R2 da Hauptbahnhof

Foto e Ricerche a cura di: Z. Munizza, responsabile del progetto Berlino Explorer, che organizza visite guidate anche a Cottbus.

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