Memoriale antinazista imbrattato con una svastica a Berlino

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Gli atti di vandalismo a sfondo neonazista e antisemita si moltiplicano a Berlino: in molti quartieri, soprattutto nelle ultime settimane, sono comparsi in luoghi pubblici simboli e scritte che preoccupano non poco la cittadinanza. Il più recente episodio di questo genere è accaduto a Lichtenberg, dove una svastica delle dimensioni di circa 90 x 90 e 80 x 100 centimetri è stata dipinta su un monumento commemorativo del gruppo di resistenza antinazista noto come “Rote Kapelle“.

Una portavoce della polizia di Berlino ha confermato che l’atto è avvenuto in un’area verde nella Schulze-Boysen-Straße. Su questo episodio è stata avviata un’indagine da parte del Servizio di Sicurezza dello Stato.

A breve distanza dal memoriale, un’altra svastica è stata dipinta su un bidone della spazzatura. Una residente ha segnalato i due atti vandalici alle autorità nella giornata di lunedì.


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Al momento non si hanno indizi sui possibili autori e la procedura per danneggiamento doloso della proprietà e uso di simboli di organizzazioni anticostituzionali e terroristiche è stata aperta contro ignoti.

Che cos’era la Rote Kapelle, il movimento antinazista a cui è dedicato il memoriale

La Rote Kapelle era il nome collettivo con cui la Gestapo indicava un conglomerato di gruppi di resistenza al regime nazista. Con questo termine si indicavano diversi agenti della resistenza, da una rete di spionaggio dei servizi segreti militari sovietici nell’Europa occidentale occupata fino ai circoli di resistenza all’interno del Reich. Fra questi c’era l’organizzazione guidata da Harro Schulze-Boysen e Arvid Harnack (al primo è intitolata la strada sulla quale si trova il memoriale vandalizzato). Tra l’agosto 1942 e il marzo 1943 furono arrestati circa 130 appartenenti ai gruppi che formavano la Rote Kapelle. Almeno 57 di loro furono condannati a morte, giustiziati senza processo o si suicidarono in carcere.

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