Germania: approvata la legge sul riscaldamento. Stop graduale a gas e petrolio nell’edilizia

Robert Habeck (Vors. Bündnis 90/Die Grünen) Foto: Stephan Röhl. Heinrich-Böll-Stiftung from Berlin, Deutschland, CC BY-SA 2.0 , via Wikimedia Commons

Il Parlamento tedesco, ha approvato la tanto discussa “legge sul riscaldamento”, ovvero una modifica dell’attuale legge sull’efficienza energetica nel settore edile. Nelle intenzioni della coalizione, questa riforma dovrebbe essere un punto cardine per la transizione energetica del Paese, portando a sostituire gradualmente i sistemi alimentati a gas e petrolio con sistemi alimentati a energie rinnovabili.

Un dibattito acceso: l’Unione continua a opporsi alla nuova legge

La legge in questione è stata oggetto di dibattito per un lungo periodo, prima del voto di venerdì. Con 399 voti a favore e 275 contrari su un totale di 679 deputati presenti, il Bundestag ha però dato il via libera alla riforma, che ora dovrà essere ratificata dal Bundesrat. Quest’ultimo passaggio dovrebbe avvenire alla fine di settembre. Va notato che la legge non deve essere approvata, ma solo ratificata. La Camera dei Länder, quindi, può presentare obiezioni, ma non bloccarla.

Il Ministro dell’Economia Robert Habeck (Verdi) ha espresso grande soddisfazione per l’esito del voto, elogiando la nuova legge come una mossa positiva per il paese. Ha sottolineato che le nuove norme forniranno certezza giuridica e proteggeranno i consumatori dai crescenti prezzi dell’energia, tenendo da conto anche le delle esigenze dei comuni e delle associazioni.

L’opposizione alla legge, che non si è placata con il voto, proviene invece principalmente dalla CDU/CSU. Alexander Dobrindt, capo del gruppo parlamentare della CSU, ha infatti paventato la possibilità che l’applicazione della nuova norma si traduca in un’impoverimento della popolazione. Dobrindt ha affermato che l’investimento statale previsto dalla legge non è sufficiente e che non si è discusso abbastanza sulle possibili modifiche.

Alexander Dobrindt
Il capogruppo della CSU Alexander Dobrindt
Foto: © Steffen Böttcher

Rispetto al dibattito e al modo di gestirlo (ma non al contenuto della legge), qualche “mea culpa” è arrivato anche dalle file della maggioranza. Katharina Dröge, capogruppo dei Verdi al Bundestag, ha ammesso che ci sono stati errori nel processo decisionale e che gli alleati di governo hanno troppo spesso discusso animatamente, opponendosi gli uni agli altri anche sull’arena pubblica e creando incertezza nell’elettorato.


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Cosa prevede la legge sul riscaldamento appena approvata al Bundestag

La legge sul riscaldamento prevede l’eliminazione graduale del gas e del petrolio nel settore edilizio, con l’obiettivo di utilizzare almeno il 65% di energia rinnovabile nei nuovi impianti di riscaldamento a partire da gennaio 2024. Per gli impianti esistenti, non c’è un obbligo immediato di sostituzione, ma sotto determinate condizioni lo Stato coprirà fino al 70% dei costi per l’installazione di nuovi impianti di riscaldamento rispettosi dell’ambiente.

Inoltre, i comuni saranno obbligati a sviluppare piani di riscaldamento, per rendere effettiva l’applicazione delle nuove norme. Le città con più di 100.000 abitanti dovranno presentare i loro piani entro la metà del 2026, mentre gli altri comuni avranno tempo fino al 30 giugno 2028.

Questa legge ambiziosa, secondo il calcolo dell’Öko-Institut, potrebbe portare a un risparmio di 39,2 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2030, a condizione che il 70% dei proprietari di edifici opti per sistemi di riscaldamento rispettosi del clima, come gli impianti a pompa di calore, prima che la pianificazione del riscaldamento a livello comunale sia completata. Nel peggiore dei casi, se il 90% rifiutasse di adottare un sistema di riscaldamento rispettoso del clima, si risparmieranno appena 10,8 milioni di tonnellate di CO2.

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