Lindner a Davos: “inflazione più bassa del previsto, non avremo bisogno di tutto il pacchetto di aiuti”

il governo si indebiterà Lindner
Christian Lindner, ottobre 2022. Photo credits: EPA-EFE/HANNIBAL HANSCHKE

Il Ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner (FDP) è ottimista sull’andamento dell’inflazione in Germania. Lo ha affermato martedì nel suo intervento a Forum Economico Mondiale di Davos, spiegando che l’inflazione più bassa del previsto fa sì che le prospettive economiche per il Paese debbano essere aggiornate. È perfino possibile, sostiene Lindner, che non tutti i 200 miliardi di Euro previsti per il pacchetto di aiuti anti-crisi debbano essere utilizzati – nel qual caso, auspica il Ministro, sarebbe possibile destinarne una parte al pagamento del debito pubblico e al pareggio di bilancio.

“Inflazione più bassa e fine della dipendenza energetica”: per Lindner la Germania potrà presto tornare a una politica fiscale più rigorosa

“Al momento ci aspettiamo il 7%. E non voglio anticipare nulla, ma mi aspetto un’inflazione più bassa” ha dichiarato Lindner in un intervento ripreso dall’agenzia Reuters “i livelli dei prezzi sono inferiori alle aspettative”. Tra le altre cose, il fondo speciale dovrebbe andare a finanziare il freno imposto ai prezzi dell’elettricità e del gas, nonché il salvataggio di importanti importatori di gas. Se la Germania avesse effettivamente superato il picco dell’inflazione, tuttavia, le cifre necessarie per raggiungere questi scopi potrebbero essere inferiori a quelle preventivate dal governo. In questo caso, auspica Lindner, si potrebbe tornare a una politica fiscale più solida e rigorosa.


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Al momento, l’inflazione è in calo e si attesta intorno all’8,6% (era al 10% a novembre), che è comunque un livello elevato, e si prevede che anche nei prossimi due anni resterà più alta che in passato.

Nel suo discorso, il Ministro si è anche rallegrato del fatto che la Germania abbia risolto il problema della sua “ridicola dipendenza” dalla Russia per l’approvvigionamento energetico attraverso la rapida costruzione di nuovi terminali per l’importazione del GNL e ha accolto con favore l’andamento del mercato energetico, che ha visto un calo generale dei prezzi.

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