Merz contro le politiche migratorie del governo: “rimpatri più rapidi per chi non ha prospettive in Germania”

Friedrich Merz meglio schröder
Il neo-eletto leader della CDU Friedrich Merz durante la conferenza stampa del 17 dicembre 2021 a Berlino. Photo credits: EPA-EFE/FILIP SINGER / POOL

L’immigrazione è uno dei temi che, in Germania, restano sempre piuttosto accesi e continuano a fervere indipendentemente dalle altre contingenze che si contendono la ribalta delle prime pagine. Alla luce delle riforme proposte dal governo dell’attuale coalizione, soprattutto in materia di regolarizzazioni e permessi di soggiorno per chi vive a lungo in Germania e non commette reati, le opposizioni sono tornate a esprimere critiche verso quelle che percepiscono come posizioni troppo lassiste. In particolare, il leader della CDU Friedrich Merz si è scagliato contro i rimpatri troppo lenti dei richiedenti asilo che sono già stati respinti. Il capo dei cristiano-democratici ha inoltre delineato la sua idea di una politica dell’immigrazione vantaggiosa per la Germania.

collaborazione con afd
Il leader della CDU Friedrich Merz
© Olaf Kosinsky Olaf Kosinsky creator QS:P170,Q30108329 (https://commons.wikimedia.org/wiki/File:2019-11-22_Friedrich_Merz_CDU_Parteitag_by_OlafKosinsky_MG_5758.jpg), „2019-11-22 Friedrich Merz CDU Parteitag by OlafKosinsky MG 5758“, https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/legalcode

Privilegiare l’immigrazione di cui abbiamo bisogno e accelerare i rimpatri: la richiesta di Merz al governo

Attualmente, ha sottolineato Merz in una dichiarazione rilasciata al Rheinische Post, in Germania ci sono circa 300.000 persone la cui richiesta di asilo è stata respinta, ma che non sono ancora state rimpatriate. “Il governo federale aveva promesso ai cittadini uno sforzo sui rimpatri, ma questo non è stato fatto”, ha accusato il leader della CDU, legando la necessità dei rimpatri alla possibilità di focalizzare l’attenzione sull’accettazione degli immigrati “di cui abbiamo bisogno”. Secondo Merz, i due obiettivi possono essere raggiunti solo se affrontati in parallelo, combinando il rimpatrio di coloro che non hanno prospettive in Germania con una politica di immigrazione mirata per soddisfare la domanda del mercato del lavoro.

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La Ministra dell’Interno Nancy Faeser (SPD).
Foto: EPA-EFE/FILIP SINGER

La riforma del governo Scholz punta a facilitare la permanenza di chi risiede già in Germania senza uno status sicuro

Lo sfondo del dibattito è il cosiddetto diritto di opportunità di soggiorno (“Chancen-Aufenthaltsrecht“), che fa parte delle proposte di riforma dell’immigrazione sulle quali sta lavorando il governo Scholz – come la procedura di naturalizzazione facilitata prospettata dalla Ministra dell’Interno Nancy Faeser (SPD). La riforma, secondo il governo, dovrebbe offrire prospettive più ampie agli stranieri ben integrati che vivono in Germania da diversi anni, ma non hanno raggiunto uno status sicuro che garantisca loro il diritto a rimanere indefinitamente. Per esempio, coloro che, alla data del 31 ottobre di quest’anno, risultavano residenti in Germania da almeno cinque anni e non avevano mai commesso reati, saranno concessi 18 mesi di tempo per soddisfare i requisiti necessari per il soggiorno a lungo termine (per esempio, la prova di conoscenza della lingua tedesca e della capacità di provvedere al proprio sostentamento).


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La riforma punta anche a rendere la Germania una destinazione più attraente per i lavoratori qualificati. La CDU, in questo contesto, chiede che, all’implementazione di incentivi per l’immigrazione considerata “positiva” per il Paese, in primo luogo quella di lavoratori qualificati in settori come la ricerca e l’assistenza, si aggiungano politiche di rimpatrio più efficaci per coloro che non possono rimanere. Al momento, la maggior parte dei rimpatri che non vanno a buon fine sono ostacolati da questioni pratiche e burocratiche, come la mancanza di documenti d’identità e la mancata cooperazione dei Paesi di origine, ma anche dalla sussistenza di divieti di espulsione verso Paesi considerati pericolosi per i rimpatriati, come avviene per la Siria o per l’Afghanistan.

Andreas Audretsch, Verdi. Foto: Vincent Villwock

Le critiche dei Verdi: proposte della CDU “escludenti e anti-business”

Il vice capogruppo dei Verdi Andreas Audretsch, in una dichiarazione all’agenzia di stampa dpa, ha definito la politica della CDU “fredda ed escludente” e anche “un pericolo per la Germania come meta di business” e ha aggiunto che “Chiunque parli con gli imprenditori sa quanto la Germania abbia urgente bisogno di lavoratori qualificati”. Il riferimento, fra le altre cose, riguarda l’opposizione della CDU al Bundestag sulla proposta governativa di un sistema di punti per selezionare i cittadini extracomunitari a cui concedere il diritto di residenza per cercare un lavoro in Germania.

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