Bettina Jarasch vuole diventare sindaca di Berlino e promette: “l’esproprio si farà”

Bettina Jarasch
Bettina Jarasch (Verdi). Foto: Dominik Butzmann

La ripetizione delle elezioni a Berlino, decretata dalla Corte Costituzionale per le numerose irregolarità nelle operazioni di voto delle ultime consultazioni, potrebbero cambiare gli equilibri di potere. Questo potrebbe voler dire, per esempio, una coalizione di governo nel quale la presenza del partito dei Verdi potrebbe esercitare un peso maggiore e quindi esprimere la carica di sindaco o sindaca. È proprio a questa posizione che punta Bettina Jarasch, la candidata di punta dei Verdi di Berlino, che si presenta con un obiettivo chiaro: attuare l’esproprio dei grandi gruppi immobiliari deciso dal referendum “Deutsche Wohnen & Co. Enteignen”, che si è tenuto in concomitanza con le elezioni e la cui validità è stata confermata.

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Bettina Jarasch a favore dell’esproprio: “le aziende immobiliari ne sarebbero felici”

L’attuale Senatrice ai Trasporti mira alla posizione di sindaca e chiaramente spera di far convergere su di sé gli elettori delusi dall’SPD e dall’attuale prima cittadina Franziska Giffey, spesso contestata e accusata di fare gli interessi delle lobby immobiliari a discapito delle famiglie e delle persone con redditi medio-bassi, che sono le più colpite dalla crisi degli alloggi a Berlino.


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In un’intervista al Tagesspiegel, Jarasch ha spiegato in parte la propria posizione: “Alcune società immobiliari” ha detto “sarebbero attualmente felici se acquistassimo le loro quote a un prezzo di compensazione legalmente sicuro, perché attualmente hanno difficoltà nel reperimento di capitali”. E ha anche aggiunto che “ C’è stato un voto chiaro, ma anche molte domande aperte, non tanto sul se, ma più sul come”.

Se Giffey è sempre stata scettica ed esitante in materia di espropri, l’opposizione di centro destra e in particolare la CDU inorridisce a questa ipotesi. Attraverso un portavoce, il segretario generale Stefan Evers ha accusato i Verdi di aver “perso il contatto con la realtà” e ha aggiunto che “nessuno può o vuole essere felice di espropriazioni di massa incostituzionali. Men che meno i contribuenti di Berlino”.

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