Riapre il Museum Ephraim Palais, con una mostra dedicata agli artisti della ex DDR

Foto di Stefano Comi
Contributo e fotografie a cura di Stefano Comi (Sito ufficiale, Pagina Facebook)

Dopo due anni di chiusura per restauri, riapre il 16 settembre il Museum Ephraim Palais a Nikolaiviertel – Berlin Mitte. Per l’apertura, la Fondazione Stadtmuseum Berlin e la fondazione Kunstforum Berliner Volksbank presentano una mostra di opere di artisti della ex DDR fra gli anni 1985 e 1995 dal titolo: “Aufbrüche. Abbrüche. Umbrüche”.

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Oltre 40 artisti in mostra all’Ephraim Palais

Vengono esposte fotografie, pitture e sculture di circa 40 artisti che, come ha bene illustrato durante la conferenza stampa di martedì 13 settembre il direttore della casa degli artisti Bethanien, Christoph Tannert, anche durante la dittatura socialista nella Germania dell’Est, non hanno perso il coraggio di manifestare attraverso le loro opere, il dissenso e la critica al sistema. Non è sempre stato un percorso facile, ha sottolineato Tannert, in un clima di diffidenza, delazione, azioni punitive, vendette, proscrizione, tutto il mondo artistico, dall’arte figurativa alla musica, la letteratura e anche nella moda, era meticolosamente osservato e controllato.

L’arte, la critica e la propaganda ai tempo della DDR

Anche nelle associazioni spontanee lontane dall’apparato e dalla politica dello Stato, l’infiltrazione di IM (Inofizieller Mitarbeiter– agenti non ufficiali) della StaSi era la regola. Per questo, a volte, la critica deve passare attraverso un atto di sottile ironia, una documentazione all’apparenza neutrale, ma che mette a nudo le contraddizioni e le deviazioni del potere. Altre volte la critica diventa feroce e, forzatamente, alcune delle opere esposte sono rimaste nascoste fino alla caduta del muro.

Foto di Stefano Comi

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Al proposito, sempre durante la brillante presentazione di Christoph Tannert, si è accennato come nei quadri e nelle fotografie, immagini del muro, come ogni altra immagine negativa, fossero vietate; per la narrazione ufficiale, i chilometri di cemento e filo spinato erano “la barriera antifascista” e così doveva restare. Fra le circa duecento opere presentate, non mancano feroci critiche alla riunificazione delle due Germanie, vista da alcuni artisti come una sconfitta degli ideali al netto delle deviazioni delle Stato Socialista.

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Anche cenni di anti- americanismo non sono assenti. Nel complesso una mostra non solo di interesse artistico figurativo, ma anche un manifesto politico di variegate posizioni nei confronti del passato recente e del presente immediato della politica tout-court. Parte delle opere sono esposte nella vicina Nikolai Kirche dove è stato possibile, al termine della conferenza stampa, chiacchierare con i numerosi artisti protagonisti presenti.

Foto di Stefano Comi

La mostra resterà aperta tutti i giorni fino al 11 dicembre e, in tre appuntamenti mensili, è possibile visitarla accompagnati dai curatori, Gundula Ancke, Annette Bossmann, Ines Hahn e Andrea Teltow.

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Come arrivare al Museum Ephraim Palais: U5, Bus 200, Bus 300 – Rotes Rathaus. Sconsigliata l’automobile.

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