Nuovo reddito di cittadinanza in Germania: come funziona e cosa cambia dal primo gennaio

nuovo reddito di cittadinanza

La sostituzione del celeberrimo sussidio Hartz IV con un nuovo reddito di cittadinanza sta generando un acceso dibattito in Germania. Il Bürgergeld, come quasi tutte le misure di riforma del welfare, riceve plausi e critiche di segno opposto. C’è chi lo considera troppo basso e chi invece ritiene che possa spingere chi lavora per uno stipendio basso a preferire il supporto dello Stato. Altri ancora pensano, erroneamente, che l’unica differenza rispetto all’Hartz IV stia nel ricalcolo delle quote, che sono state ritoccate verso l’alto. Come funziona esattamente il reddito di cittadinanza in Germania e che cosa cambierà da gennaio 2023? Ecco una panoramica di tutte le novità più importanti per chi riceve questo tipo di sussidio statale.

I nuovi importi

Come abbiamo già scritto in precedenza, a partire dal primo gennaio 2023, gli attuali destinatari del sussidio Hartz IV passeranno al nuovo reddito di cittadinanza, con tariffe più alte, in media, di circa 50 Euro (per esempio, gli adulti single passeranno da un contributo di 449 Euro mensili a uno di 502).

Il governo, nello stilare la riforma, ha specificato un desiderio che i centri per l’impiego si adoperino attivamente per creare un rapporto di cooperazione con i beneficiari dei sussidi, impegnandosi a capire che tipo di aspirazioni lavorative i singoli individui abbiano e quali siano le loro inclinazioni, ma anche comunicando con un linguaggio chiaro e amichevole, invece che con i toni asettici e burocratici delle istituzioni tedesche che, ha detto il capo del gruppo parlamentare dei Verdi al Bundestag Andreas Audretsch, spesso vengono percepiti come minacciosi.

Patrimonio preesistente

Anche chi dispone di un patrimonio personale fino a 60.000 Euro potrà godere, almeno per due anni, del nuovo reddito di cittadinanza. Per lo stesso periodo, si potrà beneficiare del Bürgergeld anche se si vive in una casa che, per gli standard dell’Hartz IV, sarebbe considerata troppo grande per rientrare nei requisiti di indigenza richiesti. Dopo 24 mesi di erogazione del sussidio, saranno riviste le condizioni patrimoniali e abitative del beneficiario. In linea di massima, la “franchigia” di disponibilità personali che non vengono toccate dai calcoli del sussidio sarà maggiore che in passato.


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Redditi supplementari

I redditi supplementari avranno un peso maggiore, anche laddove non siano sufficienti a sostentare l’individuo senza il supporto dello Stato. Sarà consentito trattenere il 30% (invece del precedente 20%) degli utili compresi fra i 520 e i 1000 Euro.
I figli delle famiglie che percepiscono il Bürgergeld possono mantenere la totalità dei redditi che percepiscono per i loro mini-job (un tipo di occupazione per cui il tetto massimo di compenso è di 520 Euro al mese).

Il regime delle sanzioni

Rispetto all’Hartz IV, il Bürgergeld prevede meno sanzioni per chi non collabora con i centri per l’impiego. Le misure punitive come la sospensione dell’erogazione del sussidio erano già state sospese durante la pandemia. Il nuovo regime sancisce un approccio molto più morbido a questo particolare aspetto della questione. Nei primi sei mesi, per esempio, saranno possibili solo riduzioni parziali del sussidio se il beneficiario non si presenta agli appuntamenti con il centro per l’impiego, mentre – sempre per i primi sei mesi – non ci saranno sanzioni per quelle che vengono definite come “violazioni degli obblighi” (Pflichtverletzungen), per esempio il rifiuto di un’offerta di lavoro ragionevole.

A chi critica questa scelta dicendo che, in questo modo, non si motivano i beneficiari a impegnarsi attivamente a collaborare con lo Stato, il ministro del lavoro Hubertus Heil (SPD) risponde che gli obblighi da parte dei beneficiari rimangono e che chi sistematicamente manca ai suoi doveri dovrà pagarne le conseguenze, ma che il nuovo sistema non pone al centro della sua logica il concetto della sfiducia, bensì un’idea di incoraggiamento e responsabilizzazione.

Incentivi

Proprio in omaggio a questo spirito, sono stati inseriti incentivi positivi, invece che rinforzi negativi, nel sistema dei sussidi. Per esempio, è previsto un premio di 150 Euro per la formazione continua, così da incentivare i percettori di sussidi a riqualificarsi per aprirsi nuovi sbocchi professionali.

Le critiche al nuovo reddito di cittadinanza

Secondo i cristiano democratici della CDU/CSU, il nuovo reddito di cittadinanza disincentiva l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro, a favore della richiesta di sussidio dallo Stato. Alexander Dobrindt, capo del gruppo parlamentare della CSU, ha espresso al Augsburger Allgemeine la preoccupazione che questo sistema possa portare a una “cementificazione del sistema previdenziale e a una demotivazione rispetto al lavoro”.

Per contro, la vicepresidente del gruppo parlamentare di Die Linke Susanne Ferschl ha definito il nuovo reddito di cittadinanza una forma di “povertà per legge”, con pochi miglioramenti rispetto al discusso Hartz IV. L’aumento previsto, infatti, compensa secondo Ferschl solo l’inflazione, ma la tariffa standard, per essere accettabile, dovrebbe aumentare di almeno 200 Euro e in più coprire i costi dell’elettricità.

Fra chi critica il sussidio come insufficiente c’è anche il Fondo Tedesco per l’Infanzia, che giudica inadeguate le protezioni per i minori rispetto al costo della vita attuale, specialmente a fronte della crisi energetica.

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