Ragazzi italiani delle medie bloccati in aeroporto da 3 giorni a Francoforte

Continua il caos negli aeroporti europei e anche in quelli tedeschi. L’aeroporto di Francoforte sul Meno, in particolare, sta fronteggiando paurosi disservizi e il 2 luglio un portavoce ha dichiarato che sono in atto misure per contenere i problemi che si stanno verificando, in termini di spostamenti e cancellazioni di voli. La situazione, comunque, sta superando i limiti di normale tollerabilità.
In questo marasma i ragazzi di una scuola media italiana, appartenente all’Istituto Comprensivo “C. Alvaro – P. Gobetti” di Torino, sono bloccati dal 1° luglio a Francoforte. Dovevano andare in gita a Edimburgo e a Francoforte dovevano solo fare scalo per poi atterrare a Glasgow, ma si sono trovati a vivere una disavventura che non avevano previsto. Abbiamo parlato con uno degli accompagnatori, il vicepreside Gianmarco Ieluzzi, che ci ha raccontato una storia che ha dell’incredibile.

Bloccati in aeroporto da 3 giorni: l’assurda storia di un gruppo di studenti italiani

Il gruppo è partito il 1° luglio con Air Dolomiti, arrivando, senza problemi, all’aeroporto di Francoforte. Da qui avrebbe dovuto partire per Edimburgo con Lufthansa, ma il volo era stato già cancellato, come constatato già da alcuni genitori, che avevano controllato il sito della compagnia.

“Siamo arrivati e ci siamo trovati in una bolgia dantesca, con code chilometriche per accedere agli sportelli e ottenere il pernottamento in hotel. Non c’era personale sufficiente che desse informazioni e quei pochissimi che c’erano erano presi d’assalto” ci racconta Ieluzzi. Alla fine, “con un po’ di fortuna”, il gruppo si è accodato a un ragazzo, che a sua volta era con un gruppo di persone anziane, metà delle quali disabili e quindi in una situazione forse ancora più complicata. Una dipendente Lufthansa è riuscita a far ottenere loro la sistemazione in albergo e i voucher per il trasporto di andata in albergo e ritorno in aeroporto il giorno successivo, tramite taxi.

bloccati in aeroporto

File di sei ore, indicazioni confuse, caos totale

Arriviamo al 2 luglio. Il gruppo è arrivato in aeroporto alle 6,45 del mattino per fare il rebooking, ma la situazione non era migliorata affatto, anzi. “C’erano code incredibili, siamo stati in fila circa sei ore per poter parlare con il personale addetto allo sportello” commenta il vicepreside. Essendo il loro gruppo numeroso, parliamo di 39 studenti e tre accompagnatori, il personale al desk ha affidato la risoluzione del problema a un superiore, arrivato mezz’ora dopo, e che a sua volta ha portato gli accompagnatori del gruppo da un’altra referente, una manager che ha preso in carico la situazione e li ha accompagnati in due uffici diversi, ma senza riuscire a risolvere la situazione. A questo punto il “caso” è stato passato a un’altra collega, una responsabile che dopo due ore ha trovato una soluzione.

“Ci ha detto che una parte dei ragazzi, 24 in particolare, avrebbero dovuto correre all’imbarco, perché nel giro di mezz’ora sarebbe partito un volo per Edimburgo, mentre gli altri sarebbero partiti con il volo serale” spiega Ieluzzi. Erano tutti d’accordo, ma era un’altra falsa speranza. Il primo gruppo, infatti, dopo una corsa disperata, è arrivato al gate, ma solo per sentire che il volo era stato cancellato. Sono quindi tornati tutti dalla manager che aveva seguito la procedura, che ha proposto una carta d’imbarco per tutti con l’aereo serale delle 21.55, per Edimburgo. Ha inoltre assicurato che con quella soluzione sarebbero partiti tutti di sicuro, perché sarebbe stato utilizzato un aeromobile molto più grande. Al gruppo sono quindi stati dati buoni pasto e tutte le garanzie per una partenza che veniva data per scontata. Non lo era.

mein kampf nella borsa aeroporto di francoforte

2 luglio, una situazione surreale. I ragazzi ancora bloccati in aeroporto

Le carte d’imbarco date a ragazzi e accompagnatori, infatti, non presentavano l’indicazione dei posti a sedere, era come se fossero tutti in lista d’attesa. Il 2 luglio, all’ora concordata, il gruppo si è presentato all’imbarco, davanti a una scena che Ieluzzi definisce “surreale”. L’hostess appariva molto agitata, probabilmente per la notizia che avrebbe dovuto comunicare da lì a poco, e il personale di volo discuteva animatamente. Dopo l’apertura della porta, l’hostess ha comunicato a chi aspettava che il numero di persone in lista d’attesa era enorme e che certamente moltissimi non sarebbero stati in grado di partire.

Ha aggiunto che sarebbero partite per prime le persone con un posto a sedere assegnato. Una collega di Ieluzzi ha fatto presente in che situazione si trovasse il gruppo italiano dal 1° luglio e a quel punto la hostess ha fatto passare prima i ragazzi. Problema risolto? Niente affatto. Al momento del controllo dei biglietti si è infatti scoperto che, comunque, il gruppo italiano eccedeva i posti disponibili e quindi non sarebbe partito.

Alla fine, in questa atroce Odissea, è intervenuto un manager di origine italiana della Lufthansa, “una persona meravigliosa”, nelle parole di Ieluzzi. Il manager ha preso in carico la situazione del gruppo, è rimasto con ragazzi e accompagnatori per due ore, mentre l’atmosfera dell’aeroporto si scaldava e molte persone rimaste fuori dall’aeromobile invenivano con urla e strepiti. Dopo la partenza dell’aereo, il gruppo italiano è rimasto nell’area protetta, “perché volevamo ottenere che ci facessero partire il giorno dopo, ma volevamo anche i biglietti in mano, perché altrimenti avremmo dovuto rifare una trafila di ore, per il rebooking”. Il manager di origine italiana “si è imputato”, ha fatto venire il personale autorizzato e dopo un’ora e mezza il gruppo se ne è andato con biglietti con posti a sedere per il 3 luglio alle ore 11.00, destinazione Edimburgo.

3 luglio: il gruppo italiano riuscirà finalmente a partire?

Il manager ha anche aiutato ragazzi e accompagnatori a ricevere assistenza per la notte in hotel e li ha accompagnati fino ai taxi, aiutandoli a sistemarsi, perché la sera prima, per poter prendere il taxi, il gruppo era stato in coda un’ora e mezza. Anche in quel contesto, infatti, “c’erano migliaia di persone e un’altra coda chilometrica”.

Siamo dunque arrivati al 3 luglio, il gruppo è finalmente in aeroporto, avendo dormito “la prima notte 3 ore e oggi 5 ore, con la speranza di poter finalmente partire” conclude Ieluzzi. Noi restiamo in attesa, sperando che la classe possa finalmente arrivare a Edimburgo. In tutto questo si profila l’incubo del ritorno, perché i ragazzi dovranno fare di nuovo scalo a Francoforte, da Glasgow, e hanno già ricevuto informazioni sul fatto che potrà essere ancora “una bella impresa”.


il BER

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