Tra nastri trasportatori rotti e debiti, il BER barcolla ma non molla. Si teme però l’effetto della guerra in Ucraina

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Si è chiuso con una perdita di 570 milioni il 2021 del BER, l’aeroporto di Berlino, che ha aperto nel bel mezzo di una crisi pandemica dall’impatto devastante sull’azienda, sui passeggeri e sul settore. Lo riporta lo Spiegel, presentando una panoramica della situazione attuale.

Quest’anno, grazie anche a un corposo finanziamento approvato dall’Unione Europea, la società che lo gestisce potrebbe ammortizzare in parte le perdite registrate nel 2021, ma ancora c’è molto da fare e soprattutto si profila un’ulteriore incognita: quella di una possibile crisi energetica.

Il BER migliora, tra aiuti statali ed europei

La responsabile della compagnia aeroportuale Berlin-Brandenburg (FBB), Aletta von Massenbach, ci tiene a sottolineare che le cose stanno andando meglio per l’aeroporto di Berlino. I passeggeri aumentano, gli aiuti esterni stanno minimizzando le perdite registrate in pandemia e stanno rientrando anche i disagi vissuti dai passeggeri nell’ultimo anno in corso, inclusi lunghi tempi di attesa al check-in e nastri trasportatori rotti.

Per quanto riguarda il numero dei passeggeri, von Massenbach sottolinea con soddisfazione come in alcune ore del giorno si stia raggiungendo di nuovo un volume pre-pandemico. Esclude inoltre che si possano verificare ancora quelle code anomale che hanno reso un incubo le vacanze autunnali dell’ottobre del 2021. Quelle scene sembrano ormai appartenere al passato, anche se durante le ultime vacanze di Pasqua sono stati comunque registrati dei piccoli disagi. Otto dei sedici nastri trasportatori al momento non funzionanti, inoltre, saranno di nuovo in funzione prima delle vacanze estive.


caos al BER

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Un’altra buona notizia per il BER è che la Commissione UE abbia approvato, nel mese di febbraio, un aiuto di 1,7 miliardi di euro, che potranno aiutare la compagnia a pagare i numerosi debiti contratti. Sulla base delle cifre disponibili, von Massenbach si aspetta idi chiudere l’anno con un fatturato di poco meno di 550 milioni di euro, che sarebbe il doppio di quanto registrato nel 2021.

Restano comunque diverse incognite all’orizzonte

Tuttavia, lo sottolinea la stessa responsabile, l’aeroporto non riesce ancora a guadagnare abbastanza per compensare spese e perdite e continua a sostenersi solo grazie al supporto dei proprietari e cioè il governo federale e i Länder di Berlino e Brandeburgo. È legittimo dunque pensare che gli strascichi di questa congiuntura possano protrarsi per anni, anche se resta fermo un miglioramento visibile, in diverse direzioni.

Se la crisi legata al Covid, inoltre, sembra aver superato la fase più critica, un’altra variabile rischia di creare grossi problemi all’aeroporto di Berlino. La guerra in Ucraina, infatti, e la conseguente crisi energetica che si profila all’orizzonte, potrebbe aumentare i costi dell’energia e dunque i prezzi dei biglietti, ripercuotendosi sulla domanda.

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