La protesta di Die Linke contro i fondi speciali alla Bundeswehr: in 200 di fronte al parlamento

Janine Wissler, #linkemetoo
Janine Wissler, co-leader della Linke insieme a Susanne Hennig-Wellsow e ora leader unica del partito. Photo credits: EPA-EFE/CLEMENS BILAN / POOL

Nella mattinata di oggi, a partire dalle 11.30 circa, Die Linke ha organizzato una manifestazione davanti al Bundestag, per protestare contro i 100 miliardi in fondi speciali che sono stati allocati alla Bundeswehr, ovvero alle forze armate tedesche. Circa 200 persone si sono ritrovate davanti al Reichstag, su invito del gruppo parlamentare di Die Linke, chiedendo che le risorse dello Stato vengano investite in altri settori, primo fra tutti l’istruzione. Oltre a protestare contro lo stanziamento dei fondi in sé, ma anche l’emendamento costituzionale che si rende necessario per tale stanziamento, ovvero la rimozione del freno al debito dalla Costituzione.

Investire i fondi speciali in istruzione e assistenza: la proposta di Die Linke

Le posizioni di Die Linke sono state espresse in modo originale, da un clown in tuta mimetica, dal poco prestigioso nome di Peppi Konfetti, che ha distribuito banconote finte davanti all’edificio. Sull’origine della valigia di contanti che porta con sé, il clown è chiaro: sarebbero “appena ritirati dal Bundestag”. Alla manifestazione, promossa dal partito d’opposizione, hanno aderito diverse anime della sinistra tedesca: oltre a Die Linke c’erano infatti diversi gruppi di attivisti. La scritta che campeggia sul palco allestito per l’occasione è “Cosa faresti con 100 miliardi di euro?”.

Majd Amin: le prossime generazioni pagheranno questo debito

La leader del partito Janine Wissler ha aperto il programma di interventi, chiedendo l’investimento dei fondi speciali – che, in ragione dell’emendamento, Wissler chiama “debiti speciali” – ad altri usi. In particolare, parla di istruzione e infrastrutture, di assistenza e di lotta alla povertà. Una nuova corsa gli armamenti, ha sostenuto Wissler, “non rende il mondo più sicuro”. Proprio sull’indebitamento mette l’accento Barbara Majd Amin, che ha espresso preoccupazione per il fatto che le prossime generazioni si trovino obbligate a pagare questa scelta in termini di tagli sui servizi per molti anni a venire. Secondo Majd Amin, inoltre, una tale compattezza di voto da parte dei partiti della coalizione di governo su un tema come l’emendamento del freno al debito indica la preesistenza di un accordo precedente al voto in parlamento.


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Sul palco anche la capogruppo parlamentare di Die Linke Amira Mohamed Ali, che invoca una soluzione diplomatica del conflitto, orientata alla distensione e al disarmo. Mohamed Ali sostiene inoltre che le carenze nell’equipaggiamento dei soldati, che il governo cita come giustificazione per i fondi speciali alla Bundeswehr, è il risultato di anni di “cattiva gestione”, non di mancanza di risorse economiche.

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