La “fabbrica dei troll” del Cremlino attivissima in Germania. La denuncia dell’Ufficio per la protezione della costituzione

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La Verfassungsschutz, l’Ufficio Federale per la protezione della Costituzione, ha denunciato il fatto che influencer e media statali russi cercherebbero di suggestionare le comunità russofone in Germania attraverso notizie di dubbia verificabilità e grazie all’attività di quelli che vengono comunemente definiti “troll”.

La Russia avrebbe dunque fortemente intensificato, dall’inizio della guerra in Ucraina, le campagne di disinformazione che in passato, e in relazione ad altri temi, hanno spesso visto Mosca al centro del dibattito, con l’accusa di manipolare la politica internazionale attraverso un sistema capillare di fake news.


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I troll del Cremlino: una “fabbrica” di fake news attiva da anni

Secondo l’agenzia federale di intelligence che ha lo scopo di vigilare sulle attività contrarie alla costituzione tedesca, infatti, quelle che sono state ribattezzate le “fabbriche dei troll” russe sono al momento in funzione a pieno ritmo. Si parla di attività organizzate che attraverso la diffusione di fake news e falsi profili online hanno per anni influenzato la politica internazionale a vantaggio del Cremlino. Ciò è avvenuto, principalmente, attraverso la condivisione di contenuti falsi e intasando piattaforme social e forum con commenti di propaganda.

Se ne è parlato diffusamente all’epoca delle fake news pro-Trump, durante le elezioni americane, se ne è durante la pandemia, in merito alla diffusione di contenuti mirati di disinformazione sul Coronavirus e se ne è parlato in relazione al ruolo che le “fabbriche” hanno avuto nel polarizzare radicalmente il dibattito su qualsiasi piattaforma social.

La Verfassungsschutz: “Si diffondono storie terribili mai accadute”

Ora si torna a parlarne perché da due mesi a questa parte, e cioè dall’invasione russa dell’Ucraina, secondo la Verfassungsschutz i cosiddetti “troll del Cremlino” lavorano a pieno ritmo su due fronti: riscrivendo la narrativa di guerra e cercando di influenzare le comunità russofone in Germania. “La Russia sta conducendo una campagna di disinformazione globale intorno alla sua guerra di aggressione” ha dichiarato lunedì Torsten Akmann (SPD), segretario di Stato tedesco agli affari interni, parlando di un “tipico modus operandi delle attività di disinformazione russe, note da tempo al controspionaggio”.

Sempre secondo la Verfassungsschutz, inoltre, influencer diffondono “da Berlino storie terribili che non sono mai accadute“, con lo scopo di instillare nelle persone di lingua russa che vivono in Germania la paura di subire attacchi russofobici. Le fake news a riguardo sarebbero inoltre rilanciate, come in altri casi di disinformazione, anche da supporter delle cosiddette teorie del complotto ed estremisti di destra tedeschi, tra i quali i cosiddetti Reichsbürger.

Il segretario di Stato tedesco per gli Affari Interni Torsten Akmann. Sandro Halank, Wikimedia Commons, CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

Il segratario di Stato tedesco: “Anche l’ambasciata russa diffonde propaganda”

Secondo Akmann, anche l’ambasciata russa diffonderebbe propaganda e starebbe cercando di influenzare l’opinione pubblica in Germania. Soprattutto all’inizio di marzo, infatti, il contenuto dei suoi social è stato incentrato sulla denuncia di una presunta russofobia in Germania. Si parla di denunce di profanazioni di tombe di guerra e memoriali sovietici e di attacchi veri o presunti a persone di lingua russa. “L’ambasciata elenca numerosi fatti e incidenti che sono difficili da verificare, per suggerire un presunto drastico aumento dell’ostilità verso la Russia in Germania. In parte, questi casi sono descritti utilizzando un linguaggio drammatico e spesso queste affermazioni non possono essere verificate” ha commentato Akmann.

La propaganda del Cremlino, secondo quando riportato lunedì, si muoverebbe sui social, attraverso istituti pubblici e privati e influencer che agiscono individualmente. Dietro, ci sarebbero comunque anche i media statali russi, che secondo la Verfassungsschutz “si fingono indipendenti e seri“, ma di fatto supporterebbero la disinformazione, con lo scopo di proporsi, per le comunità russofone in Germania, come un’alternativa ai media tedeschi.

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