Gassi alla Nationalgalerie di Mies Van der Rohe: un’icona di acciaio e vetro

© Paolo Brasioli

Di Merlin, Elena e Paolo Brasioli. Disegni di Paolo Brasioli

Hallo meine Freunde! Oggi, con l’occasione del mio Gassi, gioco a contare! E sono molto bravo, infatti sono arrivato fino a 324. Come? Perché? 324 cosa? Siete anche voi curiosi come noi cagnetti eh? Dunque, 324 dicevo. Meglio, 18 x 18. Ve lo dico, dai, ve lo dico. Sono i cassettoni quadrati, di acciaio nero, sospesi magicamente, alti alti a mezz’aria, sostenuti da 8 slanciati pilastri cruciformi.

Un Gassi… guardando in su!

Un volume sottile e larghissimo, estremizzato orizzontalmente, che mi appare da lontano come le chiome ombrose raggruppate tra loro di un boschetto dagli agili tronchi, al limitare di un’ampia radura soleggiata. Mi piace venire qui a fare il mio Gassi e, girandoci intorno, noto incuriosito come cambiano le infinite combinazioni degli allineamenti (ora in asse, ora in diagonale) di questi cassettoni quadrati a soffitto e come si compongono tra loro. È come giocare con un grande caleidoscopio geometrico con frammnenti ordinatissimi di angoli di luci e di ombre! 18 x 18… 324, appunto.

Poi mi avvicino e mi accorgo che un immenso schermo di vetro trasparente, sempre pulitissimo, lo avvolge intorno, da terra fin su, un po’ arretrato sui quattro lati.

Tutto questa grandissima costruzione è passante e permeabile alla vista ed alla luce, un oggetto urbano che esalta la silente assenza, fungendo al contempo da preziosa teca dell’essenza… dell’arte!

© Paolo Brasioli

La Neue Nationalgalerie: storia di un’icona

Avete capito dai, non c’è bisogno che ve lo dica! Sì, bravi, è la Neue Nationalgalerie (Nuova galleria Nazionale) di Berlino ed è dedicata all’arte moderna e contemporanea. Si trova appunto nell’area del Kulturforum, vicino a Potsdamer Platz.
La si può non notare passeggiando qui o transitandole vicino in bici, auto o bus. Ist sehr schön!

La decisione di costruirla fu presa dalle autorità di Berlino Ovest negli anni ’50. Dovete capire che, in seguito alla separazione delle due Germanie, le collezioni della Nationalgalerie erano infatti andate in gran parte disperse, e quindi si decise di ricreare un museo dedicato all’arte del XX secolo. Fu ideato e completato nel 1968 su progetto dell’architetto tedesco Ludwig Mies Van Der Rohe.


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Egli partì da un suo progetto precedente, mai realizzato, che concepì per il quartier generale del produttore di rum Bacardi a Cuba. L’edificio in questione (che si estende su 2600 metri quadrati) è “appoggiato” su un esteso piano inferiore ben più grande, che contiene appunto gli spazi per la collezione permanente, i servizi ai visitatori, gli uffici, i depositi per le opere e un suggestivo giardino.

La collezione della Neue Nationalgalerie

La collezione della Neue Nationalgalerie comprende grandi opere della pittura e della scultura, dal modernismo classico fino agli anni ’80. L’Espressionismo tedesco, con i suoi protagonisti Ernst Ludwig Kirchner, Otto Dix e Max Beckmann, costituisce certo uno dei cuori della collezione. Dalì, Mirò e Picasso conducono i visitatori in un viaggio nel Surrealismo, mentre le opere di Klee e Kandinsky illustrano gli insegnamenti del Bauhaus, scuola d’arte e design famosa in tutto il mondo. Poi le grandi tele astratte e colorate dei pittori americani Barnett Newman, Frank Stella e Ellsworth Kelly . E ovviamente anche tanti maestri italiani tra i quali De Chirico, Sironi, Casorati e molti altri! Fantastisch!

E questo patrimonio museale è arricchito costantemente con nuove acquisizioni, anche di artisti contemporanei, e dato che lo spazio non è sufficientemente grande per esporre completamente una così rilevante collezione, le opere vengono presentate al pubblico a rotazione attraverso tante interessantissime mostre temporanee.

Il restauro

Ma da anni, l’edificio mostrava chiaramente la necessità di un ampio restauro dei suoi elementi architettonici e strutturali, oltre che un congruo adeguamento complessivo dei servizi al pubblico, degli impianti tecnologici, delle prestazioni energetiche e dell’accessibilità, anche per conformarsi agli standard museali odierni.

© Paolo Brasioli

Ed ecco che l’architetto britannico David Chipperfield, ha sviluppato il recente progetto di restauro e modernizzazione del monumento, conclusosi nel 2021, e che è stato finalizzato a preservare al massimo l’organismo esistente, alterando il meno possibile visivamente l’aspetto originale, del resto così puro ed iconico, dell’edificio del Maestro Mies. Gut gemacht!

Per me, che non posso entrare dentro purtroppo, questo è il mio museo preferito perché è trasparente. Così, mentre gioco tra le grandi sculture di Alexander Calder, Robert Indiana ed altri maestri, che sono posizionate intorno sulla terrazza/platea esterna, posso, attraverso le immense vetrate, posso apprezzare una buona parte dell’interno mentre…langsam langsam faccio il mio Gassi! Tschüss!


L’autore: Architetto Paolo Brasioli – Quattro | architectura

Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.

Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.

Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.

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